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Kevin Spacey a spasso per Torino: polemiche sulla premiazione al museo del cinema

Ha visitato Palazzo Reale, a Torino, e i suoi giardini, non si è sottratto ai selfie di tanti che lo riconoscono e lo fermano per strada: Kevin Spacey fa il turista nella città della Mole, sembra riprendersi la vita pubblica mentre le polemiche sulla sua premiazione di domani, lunedì, al Museo del cinema e la giornata a lui dedicata restano sullo sfondo. E il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi all’Ansa conferma: «Ci sarò». Lo fa, dopo avere messo in dubbio di onorare l’impegno preso di assegnare la Stella della Mole all’attore americano di House of Cards, premio Oscar nel 2000 con il meraviglioso American Beauty che lo stesso Spacey introdurrà, domani 16 gennaio.

Nel novembre scorso la star è stata assolta nella causa civile intentata nei suoi confronti da Anthony Rapp. L’attore aveva accusato il collega di molestie subite quando era ancora adolescente.
Venerdì, in collegamento con Londra, Spacey si è dichiarato non colpevole anche sulle nuove accuse mossegli da un uomo - molto giovane all’epoca dei presunti fatti - su sette presunti abusi risalenti al periodo compreso fra il 2001 e il 2004. Il processo è destinato a entrare nel merito nei prossimi mesi per le nuove sette imputazioni avanzate di recente dalla giustizia britannica nei suoi confronti - in parallelo con vicende analoghe sollevate negli Usa - relative a presunti abusi sessuali gay denunciati a distanza di diversi anni sull'onda delle campagne internazionali del MeToo. Nel luglio scorso la star di Hollywood con la cittadinanza anche inglese si era già dichiarata non colpevole rispetto ad altri 5 capi d’imputazione frutto di deposizioni raccolte dalla polizia britannica in precedenza. Sempre per episodi dei primi anni Duemila. Processi in corso, ancora senza sentenze.

Tra gli ospiti di lunedì alla master class sold out ci sarà anche Vladimir Luxuria, come direttrice artistica del Lovers: «Sarò lieta di stringere la mano a un artista, la cui brillante carriera e il talento non possono essere spazzati via da un’accusa risultata infondata», dice riferendosi all’assoluzione di novembre per il caso Rapp. E sottolinea che «chi crede nello Stato di diritto crede nel diritto all’accusa ma anche al sacrosanto diritto alla difesa e non può Spacey essere accusato dal Savonarola di turno all’ergastolo artistico». Sgarbi, anche dopo il confronto con Luxuria, sgombra ogni dubbio e conferma la presenza. «Non è stato giudicato colpevole nel processo intentato dal collega Anthony Rapp. In questo caso, peraltro, non c’è un’ipotesi di disponibilità sessuale in cambio di una parte in un film di Spacey, non c'era servitù di potere per fare carriera, come per il #MeToo. Luxuria mi ha scritto e come lei altri del mondo gay dicendosi d’accordo con me. Mi sento più tranquillo con l’appoggio di queste posizioni».

 

 

 

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