Venerdì, 24 Gennaio 2020
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Dal laser una speranza per la "bambina del Napalm" - Foto

MIAMI. È diventata il simbolo della guerra del Vietnam per una foto che la ritrae terrorizzata e nuda mentre corre per strada in fuga dalla nuvola nera sganciata dalle truppe sudvietnamite. Era l'8 giugno del 1972. E Kim Phuc aveva solo 9 anni.

Più di quarant'anni dopo l'attacco al napalm che l'ha condannata a una vita di dolori strazianti e cicatrici permanenti su tutto il corpo per lei forse c'è una speranza.  Il mese scorso Phuc, oggi 52enne, ha cominciato una cura al laser nel Centro di dermatologia di Miami che, secondo il dottor Jill Waibel, attenuerà le cicatrici ma soprattutto allevierà il dolore.

«Non ho mai sperato di poter guarire dalle ferite o dal dolore. Ho sempre pensato che il sollievo sarebbe arrivato soltanto in paradiso, ma adesso la terra è diventata il mio paradiso!», racconta emozionata all'Associated Press che le ha dedicato un lungo reportage. Fu proprio un fotoreporter dell'agenzia, infatti, a scattare la foto-simbolo quarant'anni fa e a soccorrere per primo Phuc portandola all'ospedale più vicino con il pullmino dell'agenzia.

Poi Christopher Wain, un giornalista della Itn che aveva incontrato lei e altri bambini mentre fuggivano, la fece trasferire all'ospedale britannico di Saigon dove restò per 14 mesi, subendo ben 17 operazioni. Dopo essere stata in Russia e a Cuba, Phuc fuggì in Canada per «essere dimenticata», come dichiarò qualche anno dopo. Oggi vive fuori Toronto e ha due figli maschi, di 21 e 18 anni.  La sua è stata una vita di dolore. A causa delle ustioni profonde, Phuc non è più riuscita a muovere il braccio sinistro ed ha dovuto rinunciare al sogno di suonare il piano.

Normalmente, ha spiegato lo specialista che l'avrà in cura a Miami, le persone che subiscono questo tipo di ferite non sopravvivono. Il trattamento laser che il dottor Waibel userà per tentare di curare la 'bambina del Napalm' è molto caro, dai 1.500 a 2.000 dollari a seduta. Ma il medico ha deciso di non farsi pagare dopo averla conosciuta e dopo aver ascoltato la sua storia.

Accanto a Phuc, al centro di dermatologia, ci sono i due uomini più importanti della sua vita. Suo marito, Bui Huy Toan, e l'autore della foto, Nick Ut. «Lui è l'inizio e la fine», ha detto Phuc dell'uomo che è solita chiamare 'zio Ut'. «Mi ha scattato quella foto e adesso sarà con me in questo nuovo capitolo della mia vita». Ut, oggi 65enne, ricorda come fosse ieri quel tragico giorno. «Phuc gridava 'troppo caldo, troppo caldo! Sto morendo! Troppo caldò», ha raccontato il fotografo. «Spero che un giorno non proverò più dolore», confessa Phuc anche se «nessun'operazione, nessuna medicina, nessun dottore,
può curare il mio cuore».

© Riproduzione riservata

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