Domenica, 23 Febbraio 2020
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Eclissi, i consigli degli esperti per osservarla senza rischi. Ecco cosa succederà in Sicilia - Foto

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MILANO. Gli italiani stanno contando le ore che li separano all'eclissi di Sole prevista per domani mattina mattina.

A Palermo l'eclissi avrà inizio alle 8,20, raggiungerà la sua "fase massima" alle 9,26 (con un 52% d'oscuramento) e terminerà alle 10,36“. L'eclissi sarà totale però solo alle latitudini più settentrionali, in particolare alle isole Svalbard e Faroer, mentre sarà parzialmente visibile in tutta Europa, Italia compresa, dalla mattinata, con una buona copertura del disco solare da parte della Luna. In queste foto le mappe con la copertura prevista nelle varie regioni d'Italia e città per città.

Gli esperti raccomandano cautela per la salute degli occhi: "Se mettiamo a fuoco il sole sull'occhio non facciamo altro che danneggiare severamente la retina" avverte Paolo Vinciguerra, direttore del Centro Oculistico dell'Istituto Humanitas.

"Quando si osserva una luce molto forte - spiega l'esperto - la cornea e il cristallino mettono a fuoco la luce sulla retina. L'occhio è fatto apposta per concentrare la luce. L'effetto è triplice: aumenta moltissimo l'intensità luminosa, la luce focalizzata riscalda la retina e, infine, se si supera una certa soglia di intensità e di energia, il tessuto viene bruciato". Le conseguenze possono essere limitazioni alla vista, alla capacità di leggere o di riconoscere distintamente ciò si guarda, ma anche un'immagine' impressa (come un alone) che rimane per tutta la vita. Usare telescopi e binocoli, se non si sa cosa si sta facendo, va assolutamente evitato: "Con il telescopio si mette a fuoco ancora meglio e sull'occhio di energia ne arriva ancora di più: la retina può danneggiarsi più facilmente".

La soluzione migliore è dunque usare delle lenti protettive scure adeguate (per i binocoli e i telescopi esistono appositi filtri) oppure gli occhiali da saldatore, con indice di protezione 14. Da evitare, invece, i rimedi fai-da-te, che "non sono in grado di filtrare la componente più pericolosa dei raggi luminosi. Per la prima volta in 200 anni la primavera è salutata dal 'Sole nero'. Il giorno dell'equinozio, domani 20 marzo, coincide infatti con la prima eclissi del 2015. Considerando un periodo di due secoli, ''dal 1900 al 2100, è la prima volta che equinozio di primavera ed eclissi di Sole si verificano lo stesso giorno'' spiega il fisico solare Mauro Messerotti, dell'Osservatorio Astronomico di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

Per un'altra coincidenza simile bisognerà aspettare 24 anni: ''Nel 2039 - rileva Messerotti - l'eclissi di Sole saluterà l'inizio dell'estate perché si verificherà il 21 giugno, giorno del solstizio d'estate''. L'eclissi di domani è suggestiva anche perché nel calendario l'equinozio di primavera è il riferimento usato per calcolare la Pasqua, che ''cade sempre la domenica successiva alla prima Luna piena che si verifica dopo l'equinozio di primavera'' osserva l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma.

Questo evento astronomico dunque è centrale per organizzare il calendario che è basato su calcoli complicatissimi e sulle ricorrenze cristiane, fra le quali la Pasqua. L'equinozio di primavera quest'anno ci sarà alle 23,45 (ora italiana) quando, nell'emisfero settentrionale, il Sole attraverserà da Sud verso Nord il piano dell'equatore celeste che è la proiezione in cielo dell'equatore terrestre. Se oscilla fra il 20 e il 21 marzo è 'per colpa' degli anni bisestili. ''La Terra - spiega Masi - impiega 365 giorni e circa sei ore per compiere un'orbita completa intorno al Sole''. Le sei ore, prosegue, vengono recuperate ogni quattro anni con l'introduzione degli anni bisestili, che hanno 366 giorni. Per la stessa ragione, oscillano anche le date dell'equinozio di autunno e dei solstizi di estate e d'inverno che si verificano rispettivamente fra il 22 e 23 settembre, tra il 20 e 21 giugno, tra il 21 e 22 dicembre.

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