Venerdì, 06 Dicembre 2019
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Perle, diamanti e tacco 15 per la Boschi: il look dei ministri del nuovo governo - Foto

ROMA. In due parole velocità e praticità.

Undici minuti, sorrisi di circostanza, emozione, understatement.

Tanto è durato il giuramento dei 18 ministri del nuovo governo al Quirinale.

L'esecutivo del premier Paolo Gentiloni è in carica.

Il nuovo inquilino di Palazzo Chigi - lo hanno chiamato il 'calmo' il 'felpato' - dopo le dimissioni di Renzi è riuscito ad infrangere ogni record di velocità: ha messo su un governo in 48 ore.

Non si ha memoria negli ultimi decenni di un esecutivo poi chiamato a giurare a un'ora di distanza dalla lettura della lista dei ministri dopo il colloquio con il Capo dello Stato durato meno di due ore. Tutti confermati tranne Giannini.

Entrano Anna Finocchiaro e Valeria Fedeli, si spostano Luca Lotti e Claudio De Vincenti.

Quindici minuti prima del giuramento hanno iniziato ad arrivare alla spicciolata dall'ingresso principale del Quirinale, l'unico accompagnato anche dai figli il ministro Alfano, passato dal Viminale agli Esteri.

Alle 20.02 il giuramento: dopo Gentiloni davanti a Sergio Mattarella tutti i ministri, sei le donne (tolta la delega alle Riforme, il ministero che fu della Boschi diventa ministero dei Rapporti col Parlamento, e va all'ex ministra per le Pari opportunità Anna Finocchiaro, senatrice del Pd che diventa ministro per la seconda volta, lo fu con il governo Prodi ndr.).

Mentre la vicepresidente del Senato Fedeli va a occupare il posto di Stefania Giannini alla guida del dicastero dell'Istruzione.

Tutti hanno pronunciato la formula di rito che li impegna ad agire «nell'interesse della Repubblica». A giuramento avvenuto, il governo è ufficialmente in carica, anche se di fatto ancora sub judice, in attesa del voto di fiducia del Parlamento.

È stata una giornata lunga per tutti i ministri, segnata da tante indiscrezioni (circolate in un lunedì di dicembre romano baciato dal sole) su trattative, minacce e ricatti, poi in serata tutti al Quirinale.

Emozione e pacche sulle spalle, l'atmosfera si stempera, ma rimane diplomatica. Vestiti per molti già pronti, dopo la chiamata.

Maria Elena Boschi e Marianna Madia (che sfoggia un'insolita pettinatura con treccina di lato) scelgono entrambe un outfit giacca-pantalone nero, solo che la prima opta per «tacco quindici»: decisamente fuori dal «dress code quirinalizio».

Ma quando firma e giura, i flash e i motori delle macchine fotografiche la mitragliano di click.

Se Agnese Renzi ha fatto parlare poco di sè durante la presidenza del marito, la nuova first lady italiana promette un profilo ancora più basso. Emanuela Mauro, moglie del nuovo presidente del consiglio Paolo Gentiloni, è un architetto. Poche informazioni su di lei.

Ad attendere i ministri con il parentado al seguito (scarso in verità, vista la rapidità e l'orario), una folla di fotografi, cameramen e tv.

La prima ad essere chiamata è stata Anna Finocchiaro. Elegantissima con un abito bicolor per metà nero e l'altra sui toni del bianco e disegno paisley, collana di perle e braccialetto in diamanti. Il suo completo attira l'attenzione.

Unica con un tocco di colore il ministro Lorenzin con una giacca color ciliegia, pantaloni neri. Elegante la Pinotti in abito blu notte sotto le ginocchia e filo di perle, borsa rossa che riprendono il tono delle ballerine. Gli uomini tutti in scuro, blu o grigio e cravatte di varie tonalità,, da Andrea Orlando a Enrico Costa a Claudio De Vincenti a Maurizio Minniti che ha guadagnato il Viminale, in total black tranne la camicia bianca.

Espressione seria sul volto, Andrea Orlando ha esibito una cravatta rossa e microdisegni.

Questa volta si è finalmente potuto godere il giuramento di gruppo Pier Carlo Padoan che quando fu nominato la prima volta nel 2014 da Renzi si trovava all'estero, e fu costretto a giurare da solo.

Gentiloni, cravatta sui toni del violaceo, accanto a Mattarella, sorridente e garbato con tutti.

© Riproduzione riservata

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