Giovedì, 26 Novembre 2020
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Il nuovo disco dei Negramaro: per la rivoluzione non servono miracoli

MILANO. Raccontano la loro rivoluzione che poi è un'evoluzione lunga quindici anni, i Negramaro che oggi tornano in scena con un nuovo album. S'intitola 'La rivoluzione sta arrivando' il nuovo lavoro da studio della band pugliese che a distanza di cinque anni dal precedente 'Casa 69' ha pensato un album di inediti riprendendo il discorso da dove l'avevano interrotto qualche tempo fa, ovvero dalla produzione artistica indipendente.

"Siamo tornati a lavorare tanto in sala prove - raccontano - dove siamo entrati dopo l'ultimo concerto del tour negli stadi a Lecce, casa nostra. Siamo partiti da una masseria in Salento e siamo arrivati fino a Nashville". In scaletta ci sono 12 brani nuovi, da quello che dà il titolo a tutto il lavoro, passando da 'Lo sai da qui' che Sangiorgi ha dedicato al padre scomparso tre anni fa, fino a 'L'amore qui non passa', scritto proprio pensando alla storia della band che dura da 15 anni.

"Siamo in pratica sei amici che convivono da anni - ha detto Giuliano Sangiorgi - e senza di loro non avrei mai fatto il cantante perché volevo fare il chitarrista. Ho provato a portare tanti aspiranti cantanti nel gruppo ma gli altri non hanno voluto saperne". È una rivoluzione, quella dei Negramaro, che parte dalle piccole cose di tutti i giorni e arriva fino ai grandi personaggi. "Papa Francesco è un rivoluzionario per il cammino che sta cominciando - commenta la band - mentre è difficile dire se un Governo può essere rivoluzionario. Tutto dipende dalla gente e per una rivoluzione non sono necessari santi o miracoli".

Piccole cose rivoluzionarie che per i sei prendono il via da un concetto non più rimandabile. "Se tutti mettessimo al centro di quello che facciamo l'importanza della vita - dice il cantante ed autore del gruppo - molte cose cambierebbero. Un Paese non può chiudersi a parlare delle proprie questioni interne davanti all'immagine di un bambino riverso senza vita sulla spiaggia". Sul versante musicale i Negramaro hanno invece intrapreso un lavoro di sintesi. "Questa volta abbiamo spogliato il nostro suono - ha detto Andrea Mariano - cercando di non perdere niente delle nostre caratteristiche. In questo lavoro c'è anche un certo piglio blues che prima non avevamo affrontato".

Approccio blues, che il gruppo vorrebbe mantenere anche per il prossimo tour in partenza con una data zero il 4 novembre dal Palabam di Mantova. "Dal vivo ripercorreremo la nostra storia - spiegano - con una scaletta che questa volta avevamo pronta a grandi linee già a luglio". La carrellata di concerti toccherà i palchi dei principali palasport italiani, con date già raddoppiate a Bari, Roma e Milano. Protagonista del tour sarà anche la grafica che accompagna il nuovo album, curata dal bassista Ermanno Carlà. "Ho voluto pensare alla rappresentazione di un viaggio - dice Carlà - e ad una proiezione fantastica della terra".

Di rivoluzione in rivoluzione, il gruppo che ha cominciato dalla provincia salentina ("dove ai tempi non c'era niente - dicono loro - salvo la voglia di fare di molti") sembra aver trovato una nuova formula per continuare a divertirsi facendo musica. "Tornando a fare i produttori di noi stessi - commentano - sono tornati i brividi del fare musica assieme. Non è detto che in futuro non torneremo ad affidarci a produttori esterni, ma questo passo ci è servito molto".

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