Sabato, 23 Gennaio 2021
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Convento di Favara apre le porte agli immigrati - Foto

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FAVARA. Un convento apre le porte gratuitamente agli immigrati. Un bel segnale di accoglienza che arriva da Favara, nell'Agrigentino.  Se ne è parlato a Ditelo a Rgs. Nella Tenda di Abramo, come ha battezzato l'iniziativa il guardiano del convento dei frati minori, fra Giuseppe Maggiore, si trova riparo e si impara un lavoro. Un esempio di solidarietà e integrazione multireligiosa che coinvolge anche giovani volontari favaresi e che culminerà il 26 febbraio con una grande marcia della pace che vedrà insieme a Favara frati e imam.  Un evento che ha già richiamato l’attenzione anche della Radio Vaticana. Le iniziative sono mosse dall'esperienza del padre guardiano, fra' Giuseppe Maggiore, acquisita nel corso della sua missione in Spagna con i barboni artisti di strada lungo il cammino di Santiago di Compostela e poi anche in Marocco.

Oltre che una nuova speranza viene ridata dignità all'uomo a prescindere dalla sua provenienza, dalla sua etnia e dal suo credo. Senza chiedere e ricevere sostegno dagli enti pubblici. «Andiamo avanti grazie alla Provvidenza - tiene a precisare fra' Giuseppe, - che finora ha sostenuto il nostro cammino». Ricorda che c'è gente che ancora crede nei valori della solidarietà. E riferisce di una coppia di fidanzati che ha rinunciato a celebrare un matrimonio sontuoso per mettere da parte un gruzzolo di denaro per acquistare e donare al convento un frigorifero di grosse dimensioni. «Ma non assistiamo solo gli extracomunitari - aggiunge fra' Giuseppe - in quanto le nostre porte sono aperte anche agli italiani senza dimora e che per problemi economici, di famiglia o esistenziali si ritrovano soli e disperati». Il frate spiega che «si lavora per far interagire i nostri ospiti con la società circostante. Si tratta di gente che abbiamo raccolto dalle strade nulla portando con sé se non il desiderio di costruirsi una vita normale. Finora ne abbiamo accolti dall’Africa altri dall’Afghanistan e dalla Romania». E il frate aggiunge: “Ci riusciamo grazie al cuore dei favaresi, di varie associazioni e delle parrocchie che hanno portato avanti iniziative di grande spessore sociale e umanitario". Insomma, a Favara il binomio solidarietà-integrazione è più che una realtà.

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