Sabato, 13 Agosto 2022
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La Russia avanza nell'Est dell'Ucraina, ora è vicina alla presa di Lysychansk

La Russia avanza nell’Est dell’Ucraina, intensifica gli attacchi aerei e probabilmente registra la fase più proficua da quando è cominciata l’invasione. Ora punta a chiudere la partita di Lysychansk, l’ultima grande città ancora detenuta dalle truppe ucraine nella provincia orientale di Lugansk.

Indebolite le difese ucraine nella regione, consolidato il controllo del territorio, migliorata la catena logistica e di comando, cambiati i vertici militari, le truppe russe sono a un passo dalla conquista della città. Serhai Gaidai, il governatore ucraino, ha invitato i civili a lasciare Lysychansk, dove - ha detto - la situazione è «molto difficile». «Mettetevi in salvo, voi e i vostri cari», ha scritto su Telegram. Dopo una serie di eplosioni notturne, le autorità di Sloviansk, uno dei grandi agglomerati della regione separatista di Donetsk ancora in mano ucraina, hanno anche loro esortato i civili a lasciare la città.

Da settimane le truppe russe combattono per conquistare quello che è uno dei loro obiettivi strategici nell’Est del Paese, Lysychansk. La città gemella, Severodonetsk, è stata conquistata sabato, una vittoria determinante nella campagna di Mosca per impadronirsi delle province orientali di Lugansk e Donetsk. Sabato i filorussi avevano sostenuto di essere già entrati a Lysychansk e che stavano isolando i difensori ucraini. La situazione è ancora molto fluida ma nelle ultime ore le milizie dell’autoproclamata della Repubblica popolare di Lugansk hanno riferito di essere già penetrate, insieme alle truppe di MOsca, nella città da cinque direzioni contemporaneamente. Kiev smentisce e sostiene che le truppe ucraine sono riuscite a impedire che la città fosse circondata. Ma è evidente che ormai è solo questione di ore prima che la città capitoli. La Russia ha anche lanciato un attacco missilistico contro la regione di Odessa, utilizzando i temibili bombardieri Tu-22M, che sarebbero partiti dallo spazio aereo bielorusso. Proprio il governo Minsk ha inviato -secondo lo stato maggiore ucraino- 20 vagoni di munizioni ella regione di Belgorod, al confine orientale dell’Ucraina. Kiev, dal canto suo, sostiene di aver colpito un altro sistema missilistico nell’Isola dei Serpenti, l’isola teatro di una delle battaglie a inizio guerra, di importanza strategica per entrambi i fronti, e ormai da mesi in mano ai russi.

Nel tentativo di contrastare l’affondo russo, le potenze del G7 hanno promesso all’Ucraina «tutto l’appoggio che sia necessario"; e fonti del governo Usa hanno reso noto che Washington annuncerà nei prossimi giorni l’acquisto per Kiev di un avanzato sistema norvegese di difesa missilistica terra-aria. Gli ucraini chiedono da sempre il Nasams, che è lo stesso sistema utilizzato dagli Stati Uniti per proteggere lo spazio aereo sensibile intorno alla Casa Bianca e al Campidoglio a Washington: i suoi missili possono colpire obiettivi a 160 chilometri di distanza. Il Cremlino ha già risposto: «Sapremo difendere i nostri interessi».

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