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E' del siciliano Carmine Susinni l'opera più selfata di Expo 2015

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MILANO. Exploit all’Expo per l’opera interattiva dell’artista giarrese Carmine Susinni. La sua opera, una scultura dal titolo “All’amico Lucio”, dedicata al suo carissimo amico Lucio Dalla è tra le più frequentate e fotografate de “Il Tesoro d’Italia”. La mostra curata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi,  allestita nel Padiglione di Eataly, celebra le meraviglie artistiche del nostro Paese con una ricca selezione di opere, circa 350, da Tiziano a Gaetano Pesce. La rassegna vuole evidenziare e proporre ai visitatori una parte dell’inestimabile patrimonio culturale regionale italiano, con un focus su 25 artisti attuali, uno per ogni Regione d’Italia. A rappresentare la Sicilia è stato scelto senza esitazione il giarrese Carmine Susinni.  Il maestro Susinni, quotato artista del Comune etneo, spiega: “è stato Vittorio Sgarbi ad invitarmi ad esporre nella prestigiosa vetrina mondiale in corso a Milano. Ha trovato estremamente realistica ed espressiva la mia scultura in bronzo raffigurante il grande e compianto cantautore nell’atto, a lui congeniale, di intrattenersi cordialmente con la gente comune. I visitatori fanno a gara per farsi fotografare accanto alla particolare statua, con la quale sembrano interagire”.

L’opera è stata collocata  nel decumano, la via principale su cui si sviluppa la struttura dell’Expo, che attraversa l’intero sito da est a ovest per un chilometro e mezzo e ospita su entrambi i lati i padiglioni nazionali degli oltre 130 Paesi partecipanti. Simbolicamente l’asse unisce il luogo del consumo di cibo (la città) a quello della sua produzione (la campagna) dando vita ad un angolo che è risultato uno dei più fotografati e “selfati” della kermesse mondiale lombarda e sul quale hanno scritto autorevoli testate giornalistiche nazionali, tra cui il “CorSera”.

L’opera ha colpito moltissimo Sgarbi per la sua attualità. Spiega Susinni: «Essa è strutturata in modo tale da invogliare il visitatore a sedersi sulla panchina dove ho collocato l’indimenticabile autore ed interprete di “4 Marzo 1943”,  “Caruso” ed altri immortali capolavori della canzone italiana, ritratto nell’atto di intrattenersi cordialmente con la gente comune, così come era sempre solito fare nonostante la sua grandezza d’artista. L’opera s’inserisce nel ciclo “Arte Interattiva in Cornice Virtuale”, ossia il nuovo linguaggio che ho creato una decina d’anni fa», un liguaggio che conferisce alla scultura uno spiccato realismo ed una straordinaria capacità comunicativa, non solo nelle forme, ma anche nell’espressione del volto, nella postura del corpo ed in ogni altro singolo dettaglio. Per il visitatore, in questo caso dell’Expo, scatta quindi spontaneo l’istinto di posare in foto accanto al soggetto ritratto, quasi interagendo con esso e divenendo a sua volta “parte integrante” dell’opera. Il progetto esecutivo e realizzativo della panca ed il progetto ideativo, esecutivo e realizzativo della cornice, sono sempre di matrice siciliana, di due professionisti di Giarre, l’architetto Koncita Santo e Lorenzo Lombardo titolari della ditta “LKreazioni L’officinadelleidee”.

Susinni, conosceva bene Lucio, sia perché l’artista bolognese era solito trascorrere le estati in Sicilia nella sua villa-masseria di Milo , sia perché alla passione per le sette note affiancava quella per le arti figurative (nella sua sontuosa abitazione di Bologna ha allestito una ricchissima galleria-pinacoteca contenente il meglio della creatività contemporanea); e mosso dalla sua inesauribile curiosità intellettuale e dalla sua voglia di socializzare, gli piaceva incontrare personalmente, anche durante i suoi soggiorni siciliani, i pittori e gli scultori espressi dai territori da lui visitati.

Il maestro Susinni ha dedicato al grande cantautore anche un’altra opera che è stata collocata nell’anfiteatro del Comune di Milo.  Un monolito in pietra lavica che fa da emblema all’anfiteatro intitolato all’illustre cittadino onorario. L’opera di Susinni, riproduce Dalla di profilo intento a suonare l’inseparabile sax, venne allora inaugurata alla presenza di eminenti personalità della musica italiana e dello spettacolo, quali Franco Battiato, Enrico Ruggeri e Red Ronnie.

Carmine Susinni, allievo dello scultore linguaglossese Francesco Messina (autore, tra l’altro, del celebre “Cavallo morente” della Rai)ha frequentato illustri artisti, durante la sua permanenza giovanile a Milano, come Michele Cascella, Luciano Minguzzi, Aligi Sassu, Arnaldo Pomodoro, Hans Jorg Limbah, Wolfean Alexander Kossuth, Michel Saint Olive, Peggy Guggenheim ed i siciliani Renato Guttuso, Salvatore Fiume e Giuseppe Migneco. Negli anni giovanili, dopo aver conseguito il diploma professionale specializzandosi in ceramica d’arte, si iscrisse al corso di scultura nell’ Accademia di Brera. Alla fine degli Anni Settanta frequentò la scuola internazionale di grafica d’arte di Venezia (dove apprese anche le tecniche del mosaico) per poi addentrarsi negli ambiti dell’architettura innovativa e dell’arredo urbano.

L’artista siciliano in breve divenne, un punto di riferimento per i salotti ed i ritrovi artistico-culturali milanesi, come il “Jamaica” in via Brera ed il “Bagutta” nell’omonima via, nonché ospite ambito di stage e seminari di livello internazionale. Negli Anni Ottanta fonda insieme ad altri colleghi il “Gruppo Brera”, denunciando la decadenza dei valori dell’arte ed il crescente allontanamento della gente dall’arte per colpa di speculatori (mercanti, galleristi, critici, editori, ecc.) i quali lucrano su artisti improvvisati.

Oggi, dalla sua Sicilia, Carmine Susinni si sta battendo per l’organizzazione di una “Unione Europea degli Artisti di Qualità” (UEAQ) che possa portare all’istituzione di un albo ufficiale degli artisti, così come voluto dalla Commissione Cultura del Parlamento Europeo e dall’Unesco.

© Riproduzione riservata

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