Lunedì, 03 Ottobre 2022
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Siena, ragazzine violente: picchiavano le coetanee e le umiliavano sui social

Atti persecutori, lesioni, minacce, pubblicazione e diffusione di materiale violento, in un caso anche il reato di atti persecutori aggravato dall’odio razziale per l’aggressione a una coetanea di origini straniere. Per questo sono indagate, a vario titolo, dieci insospettabili ragazzine di 14 e 15 anni di Siena, regolarmente iscritte e frequentanti le scuole superiori della città e, gran parte di loro, provenienti da contesti familiari mediamente con un buon livello di agiatezza e di istruzione. Tuttavia fuori dall’ambito scolastico o familiare si sarebbero dimostrate protese a umiliare, offendere e deridere coetanee sui social, per poi attirarle con minacce o inganni in luoghi appartati di Siena e qui procedere ad aggressioni fisiche e verbali. Violenze che hanno filmato col telefono.
Così agiva la baby gang ‘rosà scoperta e stangata con denunce e perquisizioni dagli agenti della questura di Siena dopo indagini coordinate dalla procura minorile di Firenze. Le indagini hanno evidenziato che la banda tutta al femminile era caratterizzata dalla propensione a condividere i video delle aggressioni in una chat WhatsApp appositamente denominata ‘baby gang’ oltreché in altri social network.

Sono almeno una decina le aggressioni compiute e ricostruite dalla squadra mobile e dagli inquirenti. Sono avvenute tutte tra il 27 giugno 2020 e il 19 febbraio 2022 ed evidenziano un modus operandi sempre uguale. Le giovani vittime, prese di mira ed attirate in appuntamenti trappola, venivano affrontate dalla leader del gruppo, spalleggiata e coadiuvata dalle altre che riprendevano con il telefonino le vessazioni. Poi le immagini o i video venivano divulgate sui social proprio per incrementare la reputazione della gang come gruppo da temere.
I filmati potrebbero essere uno scopo delle violenze. Mentre i luoghi scelti per le aggressioni dopo abboccamenti sul web sono quasi tutti nel centro della Città del Palio, non solo nei vicoli medievali ma anche in un’area sotto la Fortezza Medicea da loro stesse chiamata ‘ring’, nel sottopassaggio degli autobus in piazza Gramsci e nella Galleria Metropolitan in piazza Matteotti. Fuori città, andavano in un’area industriale dismessa a Taverne d’Arbia, a pochi chilometri dal capoluogo.

Le indagini sono state condotte dagli investigatori della Squadra Mobile di Siena e sono iniziate alla fine di dicembre 2021 dopo la denuncia di una delle vittime, per aggressioni subite in aprile e ottobre 2021. Successivi approfondimenti, svolti documentando quanto riferito da vittime e da testimoni, e monitorando i social, hanno permesso di ottenere elementi per identificare le appartenenti alla ‘baby gang’ rosa. La banda è andata, peraltro, arricchendosi nel tempo di nuovi elementi così come emerso da alcuni video analizzati dai poliziotti.

Gli investigatori hanno anche riscontrato che alcune persecutrici sono diventate, a loro volta, vittime, nel momento in cui avrebbero deciso di prendere le distanze dalla gang.
Nelle perquisizioni domiciliari sono stati sequestrati telefoni cellulari e pc. Alcune di loro saranno presto sentite dai magistrati a Firenze. «La spettacolarizzazione della violenza tra i giovani è un fenomeno sempre più diffuso e che va attenzionato», ha commentato il questore Pietro Milone. Le indagini proseguono per accertare se ci sono stati altri episodi di vessazione e violenza.

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