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Pablo Marì salvato dal fisico di atleta: operato, tornerà in campo fra tre mesi

Il difensore del Monza Pablo Marì impegnato contro Dusan Vlahovic della Juventus

Il fisico da atleta ha evitato che le coltellate che il difensore del Monza Pablo Marì ha ricevuto ieri nella schiena durante la follia omicida di Andrea Tombolini all’ipermercato di Assago arrivassero al polmone. Se ciò fosse avvenuto, ha spiegato Osvaldo Chiara, direttore del Trauma Team della chirurgia generale dell’ospedale Niguarda, la situazione sarebbe stata «molto più a rischio». Lo hanno salvato i muscoli ben allenati, ha ribadito anche Adriano Galliani, l’amministratore delegato del Monza, che subito, alle prese con una squadra sotto shock per l'accaduto, ha cercato - senza riuscirci - di ottenere il rinvio della partita di campionato contro il Bologna, in programma lunedì sera allo U-Power Stadium. «Ieri sera - ha detto l’ad - i nostri giocatori piangevano. I ragazzi volevano andare in ospedale, volevano salutare Marì, sono sconvolti». La squadra lunedì dovrà quindi scendere in campo, ma ovviamente senza Marì, che a Niguarda è stato operato per la ricostruzione di due muscoli lesionati.

Il difensore spagnolo resterà in reparto in osservazione per due o tre giorni prima delle dimissioni. Per il ritorno in campo ci vorranno due mesi, più probabilmente tre. «Siamo tutti qui vicino a te e alla tua famiglia - è il messaggio che gli ha mandato la squadra - ti vogliamo bene, continua a lottare come sai fare, sei un guerriero e guarirai presto». Pure il presidente del Monza, Silvio Berlusconi, ha affidato ai social le proprie parole, sostenendo che «la sicurezza dei cittadini deve essere un valore e la chiave della civiltà umana. Per questo, lo Stato e gli enti locali devono utilizzare ogni mezzo a propria disposizione per garantirla».

A rassicurare tutti è stato poi lo stesso giocatore con un post su Instagram: «Dopo il difficile momento che abbiamo vissuto ieri, io e la mia famiglia vogliamo comunicare che, fortunatamente, stiamo bene e vogliamo ringraziare per i tanti messaggi di affetto e sostegno che stiamo ricevendo». Senza dimenticare un pensiero per il dipendente di Carrefour ucciso da Tombolini sempre a coltellate: «Siamo vicini ai familiari e agli amici della vittima» ha scritto il calciatore fotografato nel letto d’ospedale con il pollice all’insù e, accanto, la moglie Veronica che ieri pomeriggio era con lui e il figlio di 4 anni al centro commerciale di Assago.

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