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Berrettini fa la storia: è in semifinale a Wimbledon 61 anni dopo Pietrangeli

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Matteo Berrettini scrive un'altra pagina di storia del tennis italiano: il 25enne romano batte 6-3 5-7 7-5 6-3 il canadese Felix Auger-Aliassime e si qualifica per la semifinale di Wimbledon. È il primo azzurro dell'era Open a riuscire nell'impresa, il secondo in assoluto dopo Nicola Pietrangeli nel 1960. Una vita fa. Sull'erba dell'All England Club Berrettini centra la sua seconda semifinale Slam dopo quella degli Us Open 2019, quando a fermarlo fu Rafa Nadal.

Venerdì, sul campo centrale che l'ultima volta lo aveva visto soccombere malamente contro Roger Federer, partirà favorito contro il polacco Hubert Hurkacz, vincitore in tre set proprio contro l'elvetico. Primo azzurro a raggiungere i quarti di un Major su tre superfici diverse, primo a vincere nella prestigiosa cornice del Queen's, Berrettini ora punta a diventare il primo italiano ad arrivare in fondo in uno Slam diverso dal Roland Garros. A Parigi hanno lasciato il segno Pietrangeli (2 volte) e Adriano Panatta, Matteo può farlo a Londra.

Contro Auger-Aliassime, 20enne di belle speranze, ha sofferto solo tra fine del secondo e inizio del terzo set: una mezz'ora di gambe imballate e braccio bloccato, poi il servizio ha ripreso a fare danni e il dritto a scavare un solco tra lui e il suo avversario. Il canadese, buonissimo talento ma al momento senza un vero colpo capace di "spaccare" la partita, si è spento sul finire del quarto set e da lì per Berrettini è stato tutto molto più facile.

Tra 48 ore lo attende Hurkacz, vincitore a Miami e alla sua prima semifinale Slam, raggiunta facendo fuori uno dopo l'altro il numero 2 del mondo Daniil Medvedev e Roger Federer. Proprio la sconfitta dello svizzero è l'altra grande notizia di giornata, un 6-3 7-6(4) 6-0 che non lascia scampo: mai nessuno aveva osato rifilare un "bagel" al giocatore più titolato a Wimbledon nel suo giardino di casa, prati che forse ha calpestato per l'ultima volta.

Alla soglia dei 40 anni il futuro di Federer è un'incognita anche per sé stesso, mentre quello di Novak Djokovic non è mai stato così chiaro: il serbo punta al Grande Slam, vincere i 4 Major nello stesso anno solare, un'impresa tabù dal 1969 che diventa ogni giorno meno impossibile. Liquidata la pratica Fucsovics, tra lui e la settima finale di Wimbledon c'è solo il canadese Denis Shapovalov, 22 anni e un gioco brillante da lustrarsi gli occhi. A lui, Berrettini o Hurkacz il compito ingrato di provare a fermare il cannibale di Belgrado.

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