Sabato, 28 Novembre 2020
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Coronavirus, il ct della nazionale di ciclismo Cassani: "Giorni duri ma dobbiamo reagire"

"Sono giorni duri, lo so. E’ inutile stare qui a confessarci i dolori l’un l’altro, le privazioni, i momenti di tristezza. Lo sapevamo che poteva andare a finire così, reclusi in casa, ignorando la primavera che fuori si fa sempre più prepotente, non incontrare più gli amici e le cose che ami. Tutto questo accade e non è facile da sopportare. Lo sapevamo però, e avremmo dovuto prepararci". Così il ct dell’Italbici, Davide Cassani, descrive su Facebook il suo stato d’animo nel lungo 'lockdown' dovuto alla pandemia di Covid-19.

"E' accaduto, e in un primo momento, siamo stati anche quasi felici di avere finalmente molto tempo libero a nostra disposizione. Usare quel tempo per mettere a posto 100 cose che erano in disordine e che guardavamo con un certo dispetto - scrive l’ex prò, coach della Nazionale - Usare quel tempo anche per leggere quel libro che da tempo stava sul comodino, o rivedere quel film che non siamo mai riusciti a vedere prima, o ritornare a gustare, come faccio io, le imprese di Pantani, Bugno o il Mondiale di Ballan".

"Ci siamo riusciti a fare tutto questo solo che, alla fine, siamo rimasti senza argomenti, senza luoghi da rivisitate e senza memorie da ripercorrere. E adesso, con la radio e la tv che non mancano di propinarci ogni giorno, dalle 8 alle 10 ore di coronavirus, siamo stanchi, nervosi, incollati ad un solo tristissimo argomento. Non ce la facciamo più. Invece è proprio questo il momento in cui bisogna reagire. Avevo scritto, qualche tempo fa, che sarebbero arrivati tempi senza gioia e senza azzurro, che avremmo dovuto combattere la tristezza, la solitudine, il nervosismo e la rabbia. Quei tempi sono arrivati e dobbiamo saper reagire, dobbiamo saper trovare dentro di noi quelle forze che ci aiutano a superare questi momenti, anche quelli più tragici, più difficili da sopportare. E dove dobbiamo cercare quella forza che ci serve per vincere questi momenti di malinconia? Dentro noi stessi, in quelle forze che fanno dell’uomo un essere razionale, che sa affrontare i problemi nel bene e nel male, che sa frenare i propri momenti di rabbia con l'intelligenza, con un richiamo fortissimo a tutto quello che attiene allo spirito, per elevarci così dalla miseria delle cose di questo terra".

"In questo periodo così terribile, dobbiamo a tutti i costi sforzarci nel pensare a come uscire da questa terribile crisi e guardare con realismo se non proprio con ottimismo al futuro più immediato. Cosa farò, cosa faremo quando sarà "passata la nuttata"? Ecco la domanda da porci e intorno alla quale costruire sogni e speranze oltre a progetti che sono più facilmente realizzabili. E’ chiaro, anche noi possiamo dare un contributo affinchè quel giorno arrivi il più presto possibile senza chiederci quando. Dobbiamo ubbidire alle regole che ci siamo e ci sono state imposte. Ricordiamoci che noi siamo una persona di fronte ad altre persone, che dobbiamo operare nel nostro, ma anche nel loro interesse, dobbiamo dire una volta per tutte 'Io sono gli altri'. Se così faremo vedremo presto risorgere il giorno della libertà, dei sorrisi, del lavoro che ritorna, delle passeggiate e delle cene nel ristorante sotto casa che, vedendo dalla finestra, è tristemente chiuso. Sperare è una parola che non dice tutto perchè affida ad altri il nostro destino. Fondamentale è sperare in noi stessi, aiutare la speranza affinchè i sogni si possano realizzare. Trasformare il sogno in realtà - conclude Cassani -. Voglio ritornare ad usare le ali e volare lontano". ITALPRESS

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