Mercoledì, 27 Maggio 2020
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BUENOS AIRES

Rugbista positivo al coronavirus va in Argentina, rischia 15 anni di carcere

A proposito di viaggi da e per l’Argentina, un rugbista di 22 anni è andato in aliscafo da Colonia del Sacramento, in Uruguay, a Buenos Aires pur essendo positivo al coronavirus. Adesso rischia una pena fino a 15 anni di carcere. La vicenda è rivelata dal quotidiano sportivo 'Olè', sia nell’edizione in edicola che su quella online.

Il ragazzo si chiama Luca Singerman, è figlio di un noto economista e fino all’anno scorso ha giocato nella massima serie argentina con il Buenos Aires Criquet & Rugby Club, poi da qualche mese si era trasferito in Spagna per motivi di studio. Dopo lo stop alla lezioni universitarie in tutta la penisola iberica, ha deciso di tornare in patria ma prima ha fatto scalo in Uruguay, recandosi a casa di un amico per trascorrervi la quarantena di due settimane decisa dalle autorità locali per chi arriva dall’estero e gli è anche stato fatto il tampone. Poi però Singerman ha deciso di imbarcarsi per Buenos Aires, in un 'buquebus' sul quale c'erano altre 400 persone.

Il rugbista sostiene che durante il viaggio sul Rio de La Plata gli sarebbe arrivato un sms che lo informava della positività, e che quindi non lo sapeva prima di partire, e a quel punto avrebbe deciso d’informare il capitano dell’imbarcazione su cui si trovava. Appena arrivati è stato prelevato e portato via a bordo di un’ambulanza, mentre tutti gli altri passeggeri sono stati messi in quarantena in un albergo, il Panamericano. Due donne che hanno rifiutato di seguire gli altri e di sottoporsi a test sono state arrestate per resistenza a pubblico ufficiale.

Ora Singerman rischia una pena da tre a 15 anni di carcere, per «negligenza e imprudenza, non avendo rispettato i regolamenti e i doveri imposti dalla pandemia, e per averla propagata non avendo rispettato la quarantena». La Municipalità di Buenos Aires ha già fatto sapere che gli chiederà i danni, per una cifra pari a circa 600mila euro. La sua versione dei fatti viene verificata in queste ore, con controlli anche sul suo telefono cellulare, ma in ogni caso gli viene imputato il fatto che prima di mettersi in viaggio dall’Uruguay avrebbe dovuto attendere l’esito del tampone a cui era stato sottoposto.

(ANSA)

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