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Euro 2016, attacco e centrocampo: i dubbi di Conte e dell'Italia

MONTPELLIER. Tre giorni al via, e qualche allenamento per sciogliere gli ultimi dubbi. Costretto da infortuni e difficoltà tecniche a cambiare percorso all'ultimo, Antonio Conte assicura di avere le idee molto chiare nel suo conto alla rovescia verso Italia-Belgio, calcio d'inizio dell'Europeo azzurro: «A Lione giocherà chi è più in forma».

Detto così, i due ballottaggi ancora in piedi - De Rossi o Thiago Motta? In attacco Eder merita ancora fiducia - sarebbero risolti da sè: il centrocampista della Roma sì, l'attaccante Inter no. Ma da qui a Lione, diverse sedute di intenso lavoro sul campo 'sigillatò di Montpellier, lontano da occhi indiscreti, definiranno il quadro. «Ho 23 giocatori, nutro fiducia in loro e loro devono star tranquilli: giocheranno tutti», la rassicurazione del ct ai suoi azzurri, che suona anche come annuncio di un turn over ampio per una nazionale ad assetto variabile.

Dopo aver tentato la via del 3-4-3 e averla abbandonata per scarsi riscontri sugli esterni di attacco, nei mesi di avvicinamento all'Europeo il commissario tecnico ha dovuto fare i conti con gli infortuni di Marchisio prima e di Verratti poi: al netto del peso specifico e dell'esperienza individuale, due belle complicanze tattiche. Così ha deciso di tornare sul sicuro, al suo amato 3-5-2.

E allora il blocco della difesa juventina Barzagli-Bonucci-Chiellini rappresenta le fondamenta. Lo scarso numero di centrocampisti spinge a reinventare come interno Giaccherini e a puntare tutto su Parolo per lo stesso ruolo a sinistra. Gli esterni possono offrire diversi assemblaggi: Candreva-El Shaarawy nella versione più offensiva, Candreva-De Sciglio in quella più coperta. E al centro? In un assetto del genere, l'uomo davanti alla difesa è fondamentale. Conte ha ripescato Thiago Motta per la sua esperienza e per la saggezza nei tempi di gioco, e poi ha ripescato anche De Rossi del quale aveva perso le tracce.

Pochi giorni di cura contiana, e il romanista ha evidentemente sorpassato il brasiliano per brillantezza, dinamismo e capacità di verticalizzare. Dunque, la forma di De Rossi, ma l'esperienza di Motta non consente di dare per definitiva la scelta. C'è poi il rebus attacco. «Non ho la sfera di cristallo per sapere quale sarà il futuro - l'ammissione del ct di fronte alle oggettive difficoltà realizzative delle punte - Pensiamo a creare occasioni, poi servirà cinismo sottoporta. E magari anche un pizzico di fortuna». Ancora oggi, Conte ha provato Pellè - il suo preferito, se non altro per la capacità di 'allungarè la squadra - con Eder. Ma il brasiliano sembra davvero indietro. Il più brillante è Zaza, che però con Pellè non è mai stato provato. Gli allenamenti a porte chiuse di Montpellier, fino all'ultimo di domenica mattina, serviranno soprattutto a questo gioco delle coppie.

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