Giovedì, 29 Ottobre 2020
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CICLISMO

Giro, Brambilla un gigante nella polvere: sua tappa e maglia rosa

AREZZO. Nel Giro che non ha un padrone c'e' posto per la bella favola di Gianluca Brambilla, vincitore di tappa e nuova maglia rosa dopo una vita da gregario vissuta più dietro le quinte che recitando ruoli da protagonista.

Il 'sciur' Brambilla, origini lecchesi ma veneto d'adozione, fa la gara della vita e vince ad Arezzo al termine di una tappa dal sapore antico, la più bella finora, fatta di coraggio e intelligenza, di chilometri di sterrato in salita che si dimostrano più duri delle premesse, e di quel pizzico di sana follia che lo ha fa andare in fuga dopo soli 20 chilometri e per i successivi 166.

Doveva essere il giorno di Nibali e di Valverde, o quello in cui la maglia rosa Dumoulin assestava un altro colpo alle speranze dei suoi rivali. E invece dal polverone dell'Alpe di Poti, sette chilometri di sterrato prima di arrivare ad Arezzo, a sbucare è la sagoma da Pollicino di Gianluca Brambilla che taglia il traguardo da solo e a braccia levate dopo aver seminato a uno a uno i dodici compagni di fuga. Alla fine il nuovo leader della classifica è incredulo e felice. Occhi lucidi, un gesto d'intesa destinato agli amici (rotea le mani vorticosamente come a dire 'tanta roba') e un pensiero alla figlioletta Asia nata tre settimane fa e alla compagna Cristina.

"Pensavo di vincere la tappa - racconta - la fuga l'ho studiata. Non ci credeva nessuno, mi sono detto che dovevo andare avanti e alla fine è andata bene. Ma alla maglia no, a quella non ci pensavo proprio. Mi fa strano vedermela addosso. Adesso faro' di tutto per tenerla, ma se dovessi perderla domani non ne farei un dramma. Il Giro è lungo e penso di poter puntare al podio perchè anche in salita diro' la mia".

Ora Brambilla deve gestire 23 secondi sul russo Zakarin e 33 sull'olandese Kruijswijk. La festa azzurra è completata dal podio tutto di giornata tutto tricolore completato da Antonio Montaguti e Moreno Moser, gli ultimi ad ammainare bandiera. Alle spalle di Brambilla - nel gruppo della maglia rosa - si scatena la bagarre tra i big: ne fa le spese Tom Dumoulin, spavaldo sull'ascesa dell'Aremogna, ma non pervenuto oggi quando la strada ha cominciato a farsi tortuosa.

Alla fine la 'farfalla di Maastricht, in crisi negli ultimi chilometri, cede 2' e 51" al vincitore e perde terreno su tutti gli altri uomini di classifica scivolando all'undicesimo posto in graduatoria a 1' e 05" dalla nuova maglia rosa. Buoni segnali da Vincenzo Nibali. Il siciliano, dopo l'harakiri di Roccaraso, tiene bene. E' lui a tornare su un pimpante Valverde quando lo spagnolo prova l'allungo in salita. Ora è quinto in classifica a 45" da Brambilla e a nove dallo stesso campione della Movistar che lo precede al quarto posto.

Gli altri protagonisti attesi, Chaves, Uran Uran, Majka e Landa, sono tutti racchiusi in 20" per un Giro che si affaccia alla cronometro di domani del Chianti, 40 km di su e giù per i colli senesi, più incerto che mai. Ma domani è un altra storia: oggi la copertina è tutta per la favola di Gianluca Brambilla, un piccolo gigante tra i sentieri polverosi.

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