Venerdì, 22 Novembre 2019
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SERIE A

La Roma vince e ora è a -2 dal Napoli
Il Verona batte il Milan ma retrocede

ROMA. La Roma batte il Napoli all'ultimo respiro, resta in corsa per il secondo posto e con il gol di Nainggolan, a segno al 44' della ripresa dà il via ai festeggiamenti della Juventus per il quinto scudetto consecutivo. Il Napoli fa la partita, ma esce sconfitto dall'Olimpico da quella che era un vero e proprio spareggio per il secondo posto, ed ora, quando mancano tre giornate alla fine del campionato, deve guardarsi proprio dai giallorossi che sono a due punti, rinati con la cura Spalletti e con l'amuleto-Totti.

Spalletti propone un 4-3-3, con il tridente leggero formato da Salah, Perotti ed El Shaarawy in attacco e Florenzi spostato indietro al posto di Maicon. A centrocampo si rivede Pjanic, ormai pienamente ristabilito mentre capitan Totti, nonostante la doppietta contro il Torino, va in panchina. Sull'altra sponda, Sarri schiera lo stesso modulo, con Higuain, di ritorno dopo i tre turni di squalifica, al centro del reparto offensivo: ai suoi lati Callejon e Mertens preferito a Insigne dopo la tripletta al Bologna. Capitan Hamsik festeggia le 400 presenze con la maglia del Napoli.

Il primo tempo è equilibrato: le due squadre praticamente si annullano tatticamente. La Roma si rende subito pericolosa dopo nemmeno un minuto con Salah che sfiora l'incrocio dei pali.  Spalletti è costretto quasi subito a un cambio: al 20' Manolas, colpito da una manata involontaria di Higuain al volto chiede il cambio, al suo posto il tecnico toscano manda in campo Zukanovic. Il Napoli si rende più pericoloso nella prima frazione di gioco prima con Mertens (23') con una conclusione dal limite dell'area di poco alta sulla traversa ma soprattutto con Higuain (30') la cui conclusione ravvicinata è sventata da un attento Szczesny, pochi minuti prima (25') Callejon era andato a segno ma il gioco era fermo per un fuorigioco dello spagnolo di qualche centimetro.

Nella ripresa Florenzi, alle prese con un fastidio muscolare, rimane negli spogliatoi e al suo posto Spalletti manda in campo Maicon. Dopo una fase di stanca è il Napoli che si presenta costantemente nella metà campo della Roma alla ricerca del gol: le conclusioni di Hamsik (3') e poi di Mertens (19') non sono però efficaci. Un brivido la Roma lo prova al 27' quando Higuain a tu per tu con Szczesny si rende pericoloso ma il n.1 giallorosso è attento. Al 35' Spalletti manda in campo Totti e l'Olimpico, silente fino a quel momento si sveglia. Ci prova ancora Hamsik ma al 44' è la Roma a trovare il gol: al termine di un'azione avviata da Totti, Salah serve all'indietro al limite dell'area Nainggolan che con un preciso destro a giro rasoterra batte Reina. È la fine del sogno partenopeo, il tricolore prende ancora una volta la strada della Torino bianconera.

La punizione super di Siligardi all'ultimo respiro del Bentegodi regala tre effimeri punti al Verona e condanna un piccolo Milan alla meritata sconfitta. Il Verona, invece, retrocede in B nonostante il successo, a causa della vittoria del Carpi. Per i rossoneri un campanello d'allarme davvero preoccupante. Squadra molla, senza nervo, poco brillante sotto il profilo fisico e con tanta pochezza tecnica. Un rovescio che mette in discussione la qualificazione all'Europa League, il Sassuolo è a un solo punto, e preoccupa fortemente in ottica finale di Coppa Italia. Se questo è il Milan di Brocchi son davvero dolori. I rossoneri, dopo il pari interno contro il Carpi, devono battere un Verona sempre più ultimo per conservare il sesto posto ed avvicinare anche la Fiorentina. Brocchi si affida al 4-3-1-2, con Honda nel ruolo di trequartista e Bacca e Menez di punta (squalificato Balotelli). A centrocampo c'è il rientro di Kucka dalla squalifica, lo slovacco completa il reparto insieme a Kucka e Mauri, che prende il posto dell'infortunato Bertolacci.

In difesa, davanti a Donnarumma, ci sono Abate e De Sciglio (che ha vinto il ballottaggio con Antonelli) sugli esterni, Zapata e Romagnoli come centrali. Classico 4-4-2 invece per Del Neri, con Pazzini e Siligardi di punta. A centrocampo Ionita e Marrone mediani, Rebic e Wszolek sugli esterni. In difesa, davanti a Gollini, Pisano ed Albertazzi terzini, Bianchetti e Moras centrali. L'avvio è equilibrato. Occasionissima per il Verona all'8' minuto con Pazzini che riceve un lungo lancio di Albertazzi a centro area, controllo e tiro di destro, troppo centrale e Donnarumma si salva. Gioca bene l'Hellas molto aggressivo, il Milan per ora non alza i ritmi, ma alla prima opportunità passa.

È Menez a realizzare su grave errore di Gollini: tiro da fuori area di Honda e sulla corta respinta centrale il francese del Milan insacca. Rischia molto l'Hellas sulla corsia di destra, dove Honda serve in area ancora Menez al 29', ma questa volta è bravo Gollini a pararne la conclusione. Erroraccio di Zapata che si fa soffiare il pallone poco dopo la sua area da Siligardi bravo a servire Pazzini solo dinanzi a Donnarumma. L'ex rossonero calcia troppo centrale e il giovane portiere del Milan respinge ancora.

Ripresa ricca di episodi. Quello chiave per il Verona è l'ingresso di Gomez che dà forza e brio all'attacco gialloblu. Il Milan sciupa in più occasioni il raddoppio e becca il pari su calcio di rigore per un «doppio» fallo di mano in area da parte di Romagnoli che reclama però un fallo subito. Pazzini trasforma. Ancora pericoloso Pazzini con una conclusione di destro da dentro l'area di rigore, ma questa volta il portiere del Milan para. Ghiotta occasione per il Milan con Menez che mette in mezzo dalla sinistra un pallone che attraversa tutta l'area piccola e Luiz Adriano in scivolata non ci arriva di un soffio.

Miracolo di Donnarumma sulla conclusione di Romulo da buonissima posizione. Ancora Verona pericoloso con Gomez, la conclusione da fuori area viene deviata in corner da Donnarumma lanciato in volo. Forcing dell'Hellas nel finale e meritato il gol della vittoria. Punizione dal limite allo  scadere del match. Sulla palla va Siligardi. Punizione magistrale che sbatte sulla parte bassa della traversa, nulla può Donnarumma, forse l'unico degno nel match di Verona di vestire la maglia del Milan.

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