Giovedì, 26 Novembre 2020
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Cecchinato, dal TC Due di Palermo al debutto in coppa Davis

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PALERMO. Un nome nuovo era ciò di cui l’Italia del tennis aveva bisogno e, alla luce di un 2015 sfolgorante e di un inizio 2016 che lo ha visto giocare alla grande,  possiamo dire che qualcuno è stato davvero in grado di scalare il ranking balzando agli occhi di addetti ai lavori e tifosi: in attesa di conoscere il destino dei giovanissimi, infatti, gli appassionati nostrani si godono la crescita di Marco Cecchinato.

Il palermitano cresciuto nel circolo TC Due, classe ’92, solo poche settimane fa ha raggiunto il suo best ranking e quest'anno ha l’occasione di entrare con continuità nel tabellone principale dei tornei ATP. Risultati importanti, quelli conseguiti nell’ultimo periodo, che l’allievo di Cristian Brandi si è costruito grazie ad un’invidiabile costanza di rendimento nella giungla dei Challenger. Una giungla in cui Marco è riuscito a districarsi con grandissima abilità.

Questo week end per Cecchinato sarà, potrebbe essere quello della consacrazione, visto che il tennista palermitano è impegnato a Pesaro per la sfida di coppa Davis contro la Svizzera, priva dei fuoriclasse Federer e Wawrinka. Una certificazione che Marco, ormai, è tra i tennisti migliori d'Italia, una delle speranze per il futuro del tennis azzurro. Cecchinato dovrebbe essere una delle riserve, e nella prima giornata il ct Corrado Barazzutti dovrebbe schierare Seppi e Bolelli, ma per il giocatore palermitano potrebbe esserci spazio nel doppio, visto che proprio con Seppi ha raggiunto un sorprendente quarto di finale nella specialità agli Australian Open, prima prova dello slam.

“Cosa mi manca? Stiamo migliorando tanto, dal rovescio alla risposta – aveva detto il tennista siciliano a Melbourne-. Quando il servizio entra, faccio male, metto più pressione.  E’ bello sentire che ce la posso fare a questi livelli. Adesso devo fare le stesse partite fatte nei Challenger lo scorso anno ma a livello Atp. Stare nei primi 100 stabilmente, confrontarmi con i migliori, partecipare agli slam con regolarità. Ci sono dei montepremi molto importanti, sarebbe una buona cosa per la mia carriera”. Il sogno da bambino era quello di entrare nella classifica dei 100 giocatori più forti del mondo, adesso che la realtà ha superato quella che era fantasia, l’ambizione di Marco si fa sentire, orgogliosa: “Ho 23 anni, posso giocare a questi livelli per altri 10 anni.

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