Lunedì, 26 Ottobre 2020
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Decide Medel, l'Inter sorpassa la Roma. La Juve beffa il Toro

MILANO.  L'Inter batte e sorpassa la Roma, fa valere ancora una volta la legge dell'1-0 (gol di Medel), vince si' di misura ma questa volta con brio e intelligenza, conquista con merito la vetta della classifica con 24 punti. La Juve si aggiudica il derby con Toro allo scadere e prova a dare una svolta al campionato. Ecco i due anticipi dell'undicesima giornata.

INTER-ROMA. Una notte stregata, 'da paura' per la Roma, magica e indimenticabile invece per l'Inter che getta la maschera e si candida prepotentemente al titolo. San Siro esulta, esplode la gioia e inizia la festa in campo e sugli spalti. Piange per la gioia Roberto Mancini (lui le definisce lacrime di stanchezza) che firma una vittoria dal sapore della svolta. Alla fine arriva anche il bel gioco per i nerazzurri accusati di essere - almeno finora - poco brillanti, di vincere senza fare spettacolo, di essere cinici e forse un po' troppo cattivi. Critiche che fanno arrabbiare Roberto Mancini che risponde schierando una formazione inedita, senza Mauro Icardi escluso per le improvvide dichiarazioni di Bologna. Il bomber si era lamentato di giocare pochi palloni, di essere poco servito dai compagni e l'allenatore lo spedisce in panchina dove lui si presenta immusonito e di malumore, cappellino calato sugli occhi, in disparte rispetto agli altri. Non e' l'unica mossa a sorpresa: anche Kondogbia perde la maglia di titolare. In attacco c'e' un inedito trio: Ljajic, Perisic, Jovetic. Ripescati sulle fasce Nagatomo e D'Ambrosio.

La Roma si presenta a San Siro senza De Rossi. Garcia punta su Gervinho, Dzeko e Salah. Si respira il clima delle grandi occasioni, stadio quasi gremito, sfida stellare. Maicon si prende gli applausi del pubblico che non dimentica uno degli ultimi eroi del Triplete ma e' l'Inter a fare la partita anche se le prime occasioni sono in favore dei giallorossi. Gervinho si muove molto e corre tanto, Salah di testa non trova lo specchio. Piano piano i nerazzurri vengono fuori: Guarin addirittura prova a sorprendere gli avversari con un tiro impossibile dalla propria trequarti. Dzeko al 15' non riesce ad approfittare del bel traversone di Digne. Un minuto dopo l'Inter potrebbe passare in vantaggio con Ljajic che riesce a consegnare a Brozovic, tiro insidioso sul quale Szczesny ci mette una mano. Risponde la Roma al 23' con una occasione propiziata da Maicon con un tiro a botta sicura, sulla ribattuta si avventa Dzeko ma D'Ambrosio gli toglie il pallone prima che accada l'irreparabile. L'Inter e' organizzata e macina gioco senza concedere molto. Salah lascia partire un gran tiro che centra l'esterno della rete, a seguire Jovetic cerca la conclusione da fuori. Alla mezz'ora arriva il vantaggio grazie a Medel, l'uomo migliore dell'Inter dall'inizio della stagione, il piu' determinato e umile, praticamente antitetico rispetto all'indisponente e viziato Icardi. Il pitbull va a bersaglio da 25 metri, si prende l'ovazione di San Siro e riceve il giusto riconoscimento per il suo lavoro faticoso e poco appariscente. L'Inter gioca bene, chiude i varchi, la squadra gira, ogni tassello va a posto. La Roma non decolla, Pjanic non gioca da leader, Gervinho e' un cavallo pazzo, spesso imbizzarrito e le sue sgroppate non portano a nulla. I giallorossi sono in difficolta' anche se cercano di reagire con un'azione prolungata: al 43' Maicon va al cross, Handanovic esce bene su Dzeko. Il gol pero' non arriva anzi l'Inter potrebbe raddoppiare grazie a un velenoso sinistro di Guarin. Il secondo tempo si apre con Medel che non riesce a rimanere in campo, causa mal di schiena e viene sostituito da Kondogbia. La Roma non riesce a essere incisiva: tanti tentativi, tutti a vuoto. Proteste per un retropassaggio di Nagatomo raccolto con le mani da Handanovic. Sbaglia Salah che si mangia la rete del pareggio al 16' con Handanovic bravo a chiudere di piede. L'Inter non perde mai lucidita' e controllo, giocano bene D'Ambrosio e Nagatomo che insieme a Murillo e Miranda arginano le folate offensive dei capitolini. Handanovic e' in forma strepitosa e cala la saracinesca sulla sua porta, in quattro occasioni consecutive: al 16' Florenzi tira dalla distanza, respinta del portiere nerazzurro che si oppone anche all'inevitabile tap-in di Salah. La partita si inasprisce, cresce la tensione, qualche scintilla in campo. Entra Iago Falque al posto dell'evanescente Florenzi, poi Mancini sostituisce Jovetic con Palacio, lasciando Icardi in castigo. Gli equilibri non cambiano di molto: Manolas prova due volte di testa, Dzeko supera Murillo e conquista un corner. Poi - al 28' - arriva la mazzata definitiva per la Roma: doppio giallo- il primo per proteste, il secondo per fallo di mano) per Pjanic che si fa espellere. La partita e' praticamente finita. Ultimi fuochi con Brozovic che potrebbe raddoppiare, si fa sotto Salah, poi destro di Maicon sul quale Murillo rischia quasi l'autorete. Perisic si produce in un travolgente coast to coast, tutto bene ma sbaglia al momento di trasformare. Cinque minuti di recupero, l'Inter tiene e poi al fischio finale, si gode il primato. La Curva Nord sciorina uno striscione per Valentino Rossi ma non solo: "Solo gli interisti sono capaci di imprese straordinarie...". Sogna l'Inter ma non troppo, l'impresa straordinaria puo' diventare davvero possibile.

ALLA JUVE IL DERBY COL TORO. Il derby più difficile degli ultimi tempi ha risollevato la Juventus, con un finale thrilling: gol di Cuadrado in spaccata al 94', un colpo che potrebbe dare la svolta alla stagione bianconera. Ed è stato uno psicodramma per il Toro, castigato per la seconda volta in quattro giorni nei minuti di recupero: mercoledì era sfumata la vittoria con il Genoa per un gol di Laxalt, ora la zampata del colombiano ha fatto sfuggire un punto ampiamente meritato in virtù di un secondo tempo che aveva tenuto la Juventus dentro la crisi. Il Toro ha giocato bene, pericoloso nelle azioni di rimessa giocate con precisione, e aveva sfiorato con una zuccata di Glik, alzata in angolo da Buffon, ma anche con i contropiede di Zappacosta ed Acquah, fermati in extremis. L'epilogo è stato ancora più emozionante, beffardo e adrenalinico di un anno fa: alla millimetrica rasoiata dal limite di Pirlo che aveva deciso il primo derby della Mole della scorsa stagione, ha fatto seguito la zampata del colombiano. Allo scoccare del 90' c'era stata la prova generale dell'ultima scena: traversa di Bonucci, respinta di Padelli su sciabolata di Marchisio, mischia finita nel nulla con tanta rabbia dei bianconeri e sospiri di sollievo granata. Ma era destino che finisse con la Juve in festa all'ultimo respiro ed i granata a terra esausti e delusi, tra il tripudio e gli sfottò del popolo bianconero, le bestemmie e le lacrime dei 1.500 tifosi granata. Ora la Juve ha agganciato in classifica i 'cugini', ma questo è un aspetto secondario per la squadra di Allegri.

L'obiettivo è la gran rimonta. Il tecnico, confermato' da Marotta nel pre-partita, ha elogiato il carattere della squadra, ma le ombre sono ancora tante, il lavoro da fare impegnativo: non è un derby vinto sul suono della campanella che può risolvere tutti i problemi evidenziati nei primi tre mesi della stagione. Al finale al cardiopalmo, Juve e Toro ci sono arrivati sull'1-1: una perla in stile Pogba, disegnata con eleganza e forza aveva fatto scattare i bianconeri, ma i granata si erano riagganciati grazie ad una staffilata di Bovo, bravo a riprendere una punizione che lui stesso aveva battuto, colpendo il compagno di squadra Baselli. Quanta paura all'inizio per entrambe le squadre, contratte e guardinghe: un quarto d'ora timoroso, cercando solo di evitare errori fatali. E per Allegri c'era stato subito un contrattempo: l'infortunio di Khedira, costretto a lasciare il campo dopo 8'. Al suo posto Cuadrado: un lancio del colombiano in contropiede ha innescato il gol di Pogba con marchio di fabbrica del francese: destro mortifero con salto dopo una finta da manuale di Dybala. Palla sotto la traversa e Padelli attonito. Una giocata di gran classe d una mazzata per il Torino, che poi ha rischiato di perdere la testa: un doppio intervento rude sulla fascia di Acquah e Bovo, che hanno fatto volare due volte Pogba, è costato un doppio cartellino giallo nello stesso secondo, con urla del pubblico e proteste dei granata. Ventura scuoteva la testa, i granata hanno provato a reagire, ma sono riusciti solo a produrre una ciabattata di Molinaro e un tiro sbilenco di Glik, fino al 30' quando Quagliarella, imbeccato da Baselli ha piazza un destro a fil di palo. Il gol di Bovo nei primi minuti della ripresa ha acceso la partita: meglio il Toro nel secondo tempo, ben orchestrato da Vives, soprattutto sono entrati Zappacosta e Benassi e Bruno Peres è stato spostato a sinistra. Per contro, Pogba in netto calo nella Juve, Morata inconcludente. I bianconeri hanno sofferto e rischiato, ma il gran finale è stato tutto per loro. (ANSA).

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