Sabato, 07 Dicembre 2019
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MOTOMONDIALE

Gp Australia, Marquez in pole: Rossi solo 7°

PHILIPP ISLAND. Lorenzo recrimina, Rossi soffre e intanto Marquez si prende gli applausi: si presenta così il Gran Premio d'Australia, terz'ultima tappa del Mondiale di MotoGp dove il campione del mondo della Honda, all'ottava pole position su 16 prove stagionali, ribadirà di voler cedere a caro prezzo lo scettro, intromettendosi nel duello di casa Yamaha.

Al netto di nuove sorprese in stile Motegi, con l'inatteso successo domenica scorsa di Pedrosa. Ma più che alle Honda, almeno per oggi, Lorenzo ha guardato a Iannone. E lo ha fatto in cagnesco, perché il giro veloce con cui il ducatista gli ha soffiato il secondo posto in griglia è stato ottenuto approfittando della sua scia. Le telecamere hanno colto i gesti di disappunto del maiorchino in pista e poi il successivo chiarimento fra i due. Di certo, si è aggiunto un nuovo motivo di nervosismo per il pilota che sta cercando di recuperare 18 punti in classifica al compagno-rivale Rossi.

Ai microfoni tv, ancora a caldo, si è detto tutto. "Chiunque nei miei panni sarebbe arrabbiato - l'attacco dello spagnolo -. Uno dà il massimo per fare il giro veloce, ci riesce e poi... Domani sarà difficile superare Andrea, che in genere parte bene. Per fortuna Valentino è in terza fila, lui sta peggio di me". "Ognuno tira l'acqua al suo mulino - la giustificazione di Iannone - D'altronde, Jorge mi aveva passato nel giro di lancio ed era davanti. In qualifica noi facciamo fatica e si sa che è difficile superare: quindi ne ho approfittato, mi dispiace".

Rossi, intanto, si lecca le ferite di una qualifica dove sperava di fare molto meglio e adesso dovrà inventarsi qualcosa per risalire. "Il giro non è male, ma sono solo settimo - ha osservato il leader del Mondiale - Abbiamo provato un po' di cose che pensavamo ci facessero migliorare, ma così non è stato. Ora dobbiamo ragionare su domani, sarà una gara difficile". Il pilota di Tavullia ha spiegato i problemi in uscita dalle curve lunghe ("quando dovrei dare gas, mi trovo ancora troppo piegato") e con gli pneumatici ("la Bridgestone è stata molto conservativa, le gomme sono durissime e si fa fatica a non slittare").

Sul circuito di Phillip Island, inoltre, ci sono da fare i conti con le numerose imperfezioni dell'asfalto e con il clima sempre ventoso e imprevedibile: finora si è goduto di condizioni ottimali (oggi sole e 42 gradi in pista). Tutti gli applausi, si diceva, sono andati a Marquez, che si è mantenuto in testa fin dalle seconde libere, confermando ancora una volta che i postumi della frattura alla mano sinistra non sono un problema. Il suo 1'28"364, tuttavia, è lontano dall'1'27"899 con cui Lorenzo stabilì il record due anni fa.

"Dopo le libere speravo un po' meglio - ha ammesso Marquez - ma non ho fatto il giro perfetto. Domani sarà una corsa interessante, punto almeno ad un podio visto che con le Yamaha abbiamo un passo simile. Ma Rossi in gara si trasforma...". E il pensiero va subito all'edizione 2014: schieramento di partenza quasi identico a quello di domani, poi vittoria di Valentino davanti a Lorenzo e Marquez fuori per una caduta.

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