Giovedì, 22 Ottobre 2020
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NUOTO

Mondiali, Pellegrini rimonta d'argento
L'Italia arriva seconda nella 4x200

KAZAN. La medaglia che mancava a lei e  all'Italia del nuoto declinato al femminile. Una Federica  Pellegrini in formato spaziale trascina la 4X200 sl a un podio  storico ai mondiali di Kazan: un bis d'argento per  l'olimpionica, dopo il secondo posto nella gara individuale. Un  inedito per le azzurre della staffetta che dopo cinque finali,  in altrettante edizioni dei mondiali, riescono a mettere a segno  l'impresa nella città russa. Una quaterna quella composta da   Alice Mizzau, Erica Musso, Chiara Masini Luccetti e Federica  Pellegrini impreziosita dall'ultima e straordinaria frazione di  Superfede, capace di rimontare dal quinto al secondo posto,  lasciando onde e amarezza a Gran Bretagna, Svezia e Cina.

 Un secondo posto in 7'48«41 che vale oro per le azzurre, alle  spalle delle statunitensi guidate da Missy Franklin e Katie  Ledecky, in 7'45»37. Terza la Cina in 7'49«10, che ha scavalcato  la Svezia, lanciatissima dall'inizio e crollata nel finale. È  la quarta medaglia azzurra in vasca a Kazan dopo gli argenti  della Pellegrini nei 200 sl, Gregorio Paltrinieri negli 800 sl e  il bronzo della staffetta 4x100 sl maschile. E c'è grande attesa  per i 1500 di Paltrinieri che chiudono la rassegna iridata.   Le azzurre campionesse d'Europa avevano centrato l'accesso i  finale con il miglior tempo, ma in finale si sono superate:  Mizzau ha aperto la staffetta chiudendo quarta con 1'57»50; poi  il testimone è passato a Musso (settimo tempo in 1'58«66);  Masini Luccetti lanciata si supera e in 1'57»52 riporta le  compagne al quinto posto. Ma è la Pellegrini che ingrana la  marcia e completa l'opera con una frazione da brividi in 1'54«73  (seconda solo a quella della Sjostroem - 1'54»31). Il bronzo non  basta, l'olimpionica, che fa meglio anche della neo campionessa  dei 200 sl Ledecky, e trascina tutte fino all'argento.

Al quinto tentativo le azzurre possono far festa (a Roma 1994  settimo posto; a Fukuoka 2001 sesto; a Roma 2009 quarto e nella  quaterna c'era la Pellegrini e a Barcellona 2013 settimo). Ci  voleva Kazan per la grande festa, che esplode tra le ragazze,  abbracci e selfie sul podio. Esulta la campionessa di Spinea  che, lo ha sempre ammesso, a questa medaglia ci teneva troppo.  «Solo inclinando tutti i pianeti al giorno giusto e all'ora  giusta potevamo farcela - sorride Pellegrini - Sono soddisfatta  contenta, in gara non ho capito niente. Addirittura un argento,  una medaglia totalmente inaspettata. Finalmente però una  medaglia a cui abbiamo sempre creduto... In acqua mi ripetevo di  non mollare. Tutte le mie compagne hanno dato il massimo, anche  se sinceramente eravamo preparate al peggio», aggiunge con una  battuta. È stato il primo risultato concreto a livello mondiale  visto che fino ad oggi lo avevamo fatto solo a livello europeo  ma posso dire che ci abbiamo sempre creduto«. E così nel suo  palmares infinito si aggiunge anche questo argento, inseguito,  voluto e costruito con la grinta e il talento di una campionessa  stellare.

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