Giovedì, 22 Ottobre 2020
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NUOTO

Mondiali, 4x100 di bronzo e la Cagnotto fa ancora festa

KAZAN. A Melbourne nel 2007 c'era anche lui  sul podio d'argento dell'ultima staffetta azzurra medagliata ai  mondiali. Sono passati otto anni e per la zampata vincente  l'Italia del nuoto può contare ancora su Filippo Mganini che,  tornato in versione Superpippo, a 33 anni trascina la 4X100  stile a uno storico bronzo nella rassegna iridata di Kazan.  Esordio delle gare in vasca ed è subito podio, in una giornata  che aveva già regalato all'Italia un altro bronzo, quello con  cui Tania Cagnotto, terza nel sincro misto con Micael Verzotto,  chiude da protagonista il suo ultimo mondiale (oro da 1 m e  bronzo da 3 m).     Dalla piscina poi subito soddisfazioni: con Magnini che  'battè la fidanzata, Federica Pellegrini (la sua staffetta  chiude sesta con record italiano e pass per Rio 2016 però), e si  va a prendere un bronzo che vale oro, il terzo podio iridato  nella storia della staffetta azzurra dopo quella australiana  (Rosolino, Calvi, Galenda, Magnini) e quella di Calì in  Colombia, targata 1975. La quaterna di Kazan si apre con Luca  Dotto che chiude sesto in 48«75; poi ci pensa Marco Orsi a  recuperare fino al secondo posto (47»75); poi Michele Santucci  tiene al quarto posto (48«48). Ma è Magnini che tira fuori uno  dei tanti capolavori della sua carriera e con 47»55 firma il  3'12«53 davanti al Brasile, alle spalle della Francia di  Manoudou (3'10»74) e della alla Russia (3'11«19). Storica anche  la 4x100 donne con l'Italia tornata in una finale iridata dopo  10 anni e con la qualificazione olimpica ottenuta: il 3'37»16 è  record nazionale (oro all'Australia, argento all'Olanda e bronzo  agli usa).

«Gli obiettivi sono stati raggiunti. Un ingresso in  finale che mancava da anni e un record italiano battuto mi  rendono orgogliosa - dice l'olimpionica -. Poi ho avuto buone  sensazioni in vasca e, in previsione dei prossimi giorni e delle  prossime gare sono ottimista».   La festa però è tutta tra i ragazzi della 4X100, ed è lontana  «quell'aria irrespirabile» che aveva inquinato l'acqua ai Giochi  di Londra dove si era alzata la rivolta dei velocisti proprio  contro il capitano: sotto accusa la love story con la Pellegrini  e il gossip a seguire («qui si fa audience sulle nostre spalle»  lo sfogo di allora). A Kazan lo strappo è più che ricucito e  tutti ora incensano il veterano dei Bad boys. «Grande il nostro  capitano- dice Dotto - è una medaglia che inseguivamo da anni,  ci era sfuggita per poco, stavolta non abbiamo sbagliato nulla».  Il numero uno con la frazione a chiudere è stato proprio super  Pippo che adesso si gode la medaglia: «Sono contento perchè ho  sempre pensato che questa fosse la staffetta più forte e che ha  raccolto meno di tutte - dice Magnini - Non potevamo chiedere di  meglio. Chi ben comincia è a metà dell'opera, questa medaglia ha  già galvanizzato l'ambiente».   La tavola del trampolino regala un'altra gioia alla Cagnotto  che lascia Kazan da vera regina: sale sul podio anche nella  prova mista sincro con Verzotto, portando così a dieci le  medaglie iridate in otto rassegne disputate e coronate in Russia  proprio dal titolo che le mancava. «È il mondiale più bello  della mia carriera, meglio di così non potevo chiudere - sorride  l'azzurra - Bisogna saper smettere al momento giusto e penso sia  arrivato». Per gli azzurri della piscina il mondiale di Kazan  invece è appena cominciato.

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