Domenica, 29 Marzo 2020
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L'Inter c'è, l'Europa non è un miraggio
Mancini: ma abbiamo spento il cervello

I nerazzurri vincono a Udine, ma il tecnico critica i suoi per l'atteggiamento avuto in 11 contro 9
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L'allenatore dell'Inter, Roberto Mancini

UDINE. L'Inter ha raccolto i tre punti sul campo. Ma Mancini è tutt'altro che soddisfatto della prestazione dei suoi. «Perfetta i primi 55', quando eravamo 11 contro 11». Poi decisamente meno. «È una vittoria importante per la classifica. Non so quante possibilità abbiamo di centrare l'Europa - risponde in conferenza stampa incalzato dalle domande dei giornalisti -. Se giochiamo come quando eravamo 11 contro 11 possiamo vincere altre partite; come quando eravamo 11 contro 9 rischiamo anche di perderle. Sono arrabbiato perchè non si possono sbagliare così tanti gol quando sei 2 a 1. Il cervello va usato».

Soprattutto perchè negli «ultimi 5' minuti l'Udinese ha messo palla dentro tre volte», rischiando di pareggiare. Prima di lasciare il Friuli, Mancini fa «i complimenti a Di Natale perchè è un fenomeno. E per lo stadio perchè sta venendo un bell'impianto».

Esattamente opposto il giudizio di Stramaccioni. «Voglio che questa sera i ragazzi vadano a casa orgogliosi della loro prestazione. È un segnale forte dal punto di vista del cuore, del non mollare e dell'organizzazione». Anche se le due espulsioni, compresa quella di Badu, sono state troppo ingenue. «Ha commesso un errore e lo ha capito un secondo dopo. Era disperato. Non voglio un suo contraccolpo», ha aggiunto Stramaccioni che è andato subito a dargli il cinque in campo. Il tecnico non vuole gettare la croce addosso neppure all'arbitro. «Penso sia difficilissimo arbitrare. Si può sbagliare. È stata una partita corretta ma dai toni agonistici elevatissimi. Il rigore non c'era, ma a velocità normale può ingannare». Poi si coccola il suo Di Natale che «entra di diritto nella storia del calcio. Lo fa in una partita contro una grande avversaria. Sono orgoglioso di essere l'allenatore di questo Totò. Fare 205 gol, di cui la maggior parte in una squadra di provincia, penso che valga doppio».

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