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Privacy, WhatsApp: non leggiamo i vostri messaggi ma attenti alle altre app

Con un articolo sul proprio blog, Whatsapp chiarisce alcune questioni sulla privacy e mette in guardia da altre applicazioni. L'obiettivo è evidente: provare a riaffermare la propria sicurezza e convincere coloro che nelle scorse settimane hanno lasciato l'applicazione dopo l'annuncio della condivisione di alcuni dati con altre piattaforme della società, come Facebook. In particolare, nell'articolo si mette in guardia sul mancato uso della crittografia end-to-end: "Se un’applicazione non offre la crittografia end-to-end come impostazione predefinita, significa che può leggere i messaggi".

"All'inizio dell'anno, sono circolate notizie false e informazioni errate riguardanti l'aggiornamento dei nostri termini di servizio e dell'informativa sulla privacy. Riteniamo dunque sia importante chiarire ogni dubbio - si legge sul blog - Come annunciato in precedenza, abbiamo intenzione di implementare nuove funzioni, del tutto facoltative, per chattare e fare acquisti con le aziende su WhatsApp. I messaggi personali saranno sempre protetti dalla crittografia end-to-end, pertanto WhatsApp non potrà mai né leggerli né ascoltarli".

"Abbiamo riflettuto su cosa avremmo potuto fare meglio. Ci teniamo a rendere nota la nostra dedizione verso la protezione della privacy e della sicurezza degli utenti, nonché a ribadire il nostro impegno nel difendere la crittografia end-to-end. È per questo che abbiamo cominciato a condividere i nostri aggiornamenti e valori aziendali direttamente nello stato di WhatsApp. E d’ora in poi cercheremo di comunicare in modo più chiaro e diretto con i nostri utenti".

"Nel corso delle prossime settimane - prosegue l'articolo sul blog - mostreremo su WhatsApp un banner contenente maggiori informazioni, che ciascuno potrà leggere secondo i propri tempi. Abbiamo pubblicato ulteriore materiale informativo per fornire delle risposte alle domande che ci sono pervenute. Inoltre, invieremo dei promemoria ai nostri utenti, in modo che possano rivedere e accettare questi aggiornamenti per continuare a usare WhatsApp".

Poi un passaggio è riservato a come guadagna WhatsApp e perché sia grauita: "Riteniamo anche che sia importante spiegare come riusciamo a offrire WhatsApp gratuitamente. Ogni giorno, milioni di persone scelgono di comunicare con le aziende tramite WhatsApp, perché trovano sia più semplice chattare, piuttosto che telefonare o inviare un'email. Addebitiamo alle aziende i costi per fornire assistenza clienti su WhatsApp, mentre per le persone il servizio è totalmente gratuito. Alcune funzioni relative agli acquisti sono integrate con Facebook, per consentire alle aziende di gestire il proprio catalogo tra le diverse applicazioni. Mostriamo i dettagli dell'azienda direttamente nelle chat di WhatsApp, in modo che siano gli utenti stessi a scegliere se interagire o meno con un'attività".

WhatsApp è consapevole del fatto che "alcune persone abbiano provato altre applicazioni di messaggistica per verificare quali opzioni offrono. Alcune applicazioni concorrenti dichiarano di non poter vedere i messaggi degli utenti. Tuttavia, se un’applicazione non offre la crittografia end-to-end come impostazione predefinita, significa che può leggere i messaggi. Altre applicazioni affermano di essere migliori perché hanno accesso a una quantità inferiore di dati rispetto a WhatsApp. Riteniamo che le persone siano alla ricerca di applicazioni che siano allo stesso tempo sicure e affidabili, ed è per questo che WhatsApp ha accesso a una quantità limitata di dati. Ci impegniamo a prendere sempre decisioni ben ponderate e continueremo a cercare nuove soluzioni per adempiere alle nostre responsabilità usando sempre meno dati".

Intanto, la data entro la quale accettare i nuovi termini della privacy, inizialmente prevista per l'8 febbraio, è stata posticipata al 15 maggio.

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