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LA SPERIMENTAZIONE

Tumore al seno, nuovo strumento di screening per anticipare la diagnosi

MILANO. Anticipare la diagnosi del tumore al seno con un nuovo percorso di screening non-invasivo e senza radiazioni. E’ Fast Breast Check (Fbc), un progetto presentato oggi a Milano e finanziato da Regione Lombardia all’interno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2014-2020. Il progetto punta a creare un nuovo strumento di diagnostica e «si rivolge per sua natura alle donne con meno di 50 anni - spiegano i suoi creatori - che attualmente in massima parte non sono comprese negli abituali programmi territoriali di screening».

Il tumore al seno è, tra tutti i tipi di cancro, la prima causa di mortalità femminile. «Nel 2015 a livello mondiale - riportano i responsabili di Fbc, citando dati Oms - oltre 1,3 milioni di donne hanno ricevuto una diagnosi di tumore al seno e circa 561 mila sono morte per questa causa: una cifra prevista salire a 805 mila nel 2030. L’Europa vanta il triste primato della Regione maggiormente colpita, con 16 mila decessi nel 2015 che saliranno a 183 mila nel 2030. In Italia si parla di 50.000 nuovi casi nel 2017, il 41% sulle donne giovani».

Del progetto Fbc sono partner il Politecnico di Milano, la Fondazione Politecnico e le aziende Novaura (biotech) e Veespo (comunicazione digitale and feedback). «Il nuovo approccio allo screening - raccontano i responsabili - si basa sul biomarker DeHCA, che permette di anticipare la diagnosi caratterizzando la rete di vasi sanguigni che alimenta la lesione tumorale, e che è di dimensioni molto superiori alla lesione stessa nel suo primo stadio di sviluppo». Il nuovo strumento è «potenzialmente in grado di anticipare la diagnosi di 12-18 mesi su ogni tipo

logia di donna, il che porterebbe a un aumento della probabilità di sopravvivenza di oltre il 40%». I partner stanno lavorando su Fbc già dal 2015. Ora lo strumento per la diagnostica è pronto per gli studi clinici, che nella loro fase di sperimentazione (inizio previsto maggio 2018) sono affidati all’Ospedale San Raffaele di Milano e all’Istituto Europeo di Oncologia. La nuova tecnologia «verrà sottoposta a sperimentazione su differenti popolazioni di donne, per verificarne la performance e la possibilità di utilizzo nella diagnostica senologica». I risultati della sperimentazione saranno comunicati nel giugno 2019, a conclusione della sperimentazione.

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