Mercoledì, 12 Maggio 2021
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ASTRONOMIA

Dallo scontro di una coppia di stelle di neutroni una miniera di oro e platino

BRUXELLES. Per la prima volta è stata osservata  una fabbrica di elementi pesanti, come oro e platino. E’ la  coppia di stelle di neutroni, così dense da essere considerate
l'anticamera dei buchi neri, che fondendosi ha generato le onde  gravitazionali ascoltate da Ligo e Virgo e poi l’esplosione  accompagnata da un lampo di raggi gamma vista dal satellite  Fermi e confermata dal satellite Integral dell’Agenzia Spaziale  Europea (Esa). Poi i telescopi, molti dell’Inaf, hanno visto i  segnali spia della nascita degli elementi pesanti.

Dopo decine d’anni è stato risolto il mistero dell’origine di quasi la metà degli elementi più pesanti del ferro ed è arrivata anche la prima conferma diretta che le collisioni tra stelle di neutroni danno origine ai lampi di raggi gamma (o Gamma-Ray Burst, Grb) di breve durata.

Le stelle di neutroni sono relitti cosmici, quello che resta quando una stella è esplosa in una supernova e poi la materia è collassata diventando straordinariamente densa e compatta. Quando raggiunge questo stato estremo la materia non è più quella che conosciamo, fatta di atomi con nuclei composti da protoni e neutroni, ma è formata quasi del tutto da neutroni tenuti insieme da forze che impediscono loro di collassare del tutto. Una materia che si trova in questo stato estremo è l'anticamera di un buco nero, impossibile da riprodurre in laboratorio e mai osservata finora.

Mentre si avvicinavano inesorabilmente ruotando l’una intorno all’altra, le due stelle di neutroni hanno emesso le onde gravitazionali ascoltate da Ligo e Virgo per circa 100 secondi. Quando si sono scontrate hanno emesso un lampo gamma, visto da Fermi circa due secondi dopo l’arrivo delle onde gravitazionali. Questo lavoro di squadra ha permesso di localizzare le due stelle, indicate con la sigla AT2017gfo, nella periferia della galassia NGC4993, in direzione della costellazione dell’Idra e alla distanza di 130 milioni di anni luce.

Puntando in quella direzione i telescopi spaziali e a Terra gli astronomi, con l'Inaf in prima fila, hanno visto la fusione della coppia di stelle nella luce visibile, ai raggi X, ultravioletti, infrarossi e nelle onde radio, osservando i segnali spia della formazione dei metalli pesanti. Hanno contribuito all’osservazione telescopi spaziali, come Integral e Swift, ai quali partecipa l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Chandra (Nasa) e Hubble (Nasa-Esa), e telescopi a Terra come Rem (Rapid Eye Mount) e quelli dell’Osservatorio Europeo Australe (Eso) Vlt (Very Large Telescope e Vst (Vlt survey telescope).

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