Lunedì, 24 Febbraio 2020
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IN EUROPA

Allarme per grilli e cavallette: un quarto della specie risulta a rischio estinzione

ROMA. Presto potremmo dover dire addio al suono dei grilli nelle nostre campagne. Insieme alle cavallette questi insetti sono i nuovi «osservati speciali» in Europa perchè almeno un quarto delle specie rischia l'estinzione. Con conseguenze pericolose, a cascata, per tutti gli ecosistemi di cui fanno parte visto che sono un anello fondamentale della catena alimentare animale.

L'allarme è stato lanciato dall'Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) che ha portato a termine la prima valutazione dello stato di conservazione delle 1.082 specie di grilli e cavallette nel Vecchio continente.

Un lavoro durato due anni e a cui hanno preso parte 150 esperti nell'ambito di un progetto finanziato dalla Commissione europea. I risultati dello studio preoccupano gli scienziati. Almeno un quarto delle specie di grilli e cavallette (appartengono alla famiglia degli ortotteri) risulta infatti a rischio estinzione. Questo, rimarca lo Iucn, li rende il gruppo di insetti più minacciato in Europa.

Le cause principali sono due: forme di agricoltura intensiva, eccessiva, e gli incendi in aumento. I ricercatori mettono in guardia in particolare dai rischi di una pericolosa alterazione della catena alimentare: questi insetti sono infatti un'importante fonte di cibo per uccelli e rettili. Senza contare che la loro presenza è da sempre considerata un indicatore della buona salute degli ecosistemi e di biodiversità.

«I cambiamenti repentini del territorio europeo riguardano anche insetti per noi molto familiari», spiega Jean-Christophe Viè, vice direttore del programma globale dello Iucn sulle specie. «Per evitare che cadano nel baratro dell'estinzione - prosegue - dovrebbe essere fatto di più per proteggere e per ripristinare il loro habitat. Ad esempio con una gestione sostenibile dei pascoli e con pratiche agricole tradizionali. Se non agiamo ora - sottolinea - il suono dei grilli nelle campagne potrebbe diventare presto un ricordo».

La minaccia principale, evidenzia il rapporto, arriva dallo sfruttamento eccessivo dei pascoli, dall'uso di fertilizzanti, macchinari pesanti, pesticidi e dalle falciature frequenti. Capitolo a parte gli incendi, in aumento, in particolare in Grecia e nell'arcipelago delle Canarie. Ad esempio la «cicala canaria» dell'isola di Gran Canaria ha già subito un declino di un quarto del suo habitat a causa dei vasti incendi del 2007. Altre specie costiere sono minacciate dallo sviluppo del turismo e dell'urbanizzazione, come una particolare specie di cavalletta in Portogallo.

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