Martedì, 01 Dicembre 2020
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VIVE IN MOZAMBICO

Come fermare l'invecchiamento? La risposta in un pesce

ROMA. Nel Dna di un pesce si nasconde il segreto per invecchiare in buona salute, combattendo le malattie caratteristiche dell'età avanzata.

Il pesce, chiamato Nothobranchius furzeri, ha una vita brevissima e riesce a bloccare il suo sviluppo genetico embrionale con un processo molto simile a quello dell'invecchiamento. Lo fa quando le pozze d'acqua in cui vive, nel Mozambico, si prosciugano. Il suo Dna, pubblicato sulla rivista Cell, è stato studiato fra Italia e Germania, dalla Scuola Normale di Pisa e dall'Istituto Leibniz di Jena.

Il piccolo pesce è in grado di riprodursi all'età di tre settimane e in pochi mesi completa il suo ciclo vitale. Nella sua breve vita sviluppa le stesse malattie che affliggono gli anziani, come quelle cardiovascolari e neurodegenrative, i tumori.

«Questa ricerca può dare un contributo importante e accelerare lo sviluppo di nuovi farmaci per le malattie legate all'invecchiamento e alla neurodegenerazione tra cui l'Alzheimer», ha osservato Antonino Cattaneo, direttore del Laboratorio Bio della Scuola Normale di Pisa e direttore scientifico dell'Istituto europeo per le ricerche sul cervello (Ebri). Nel Dna di questo pesce ci sono infatti geni identici a quelli umani.

La mappa del Dna del pesce del Mozambico dimostra per la prima volta come, in un vertebrato, i programmi genetici attivati durante l'invecchiamento e lo sviluppo embrionale siano simili.

«Questi animali mostrano un invecchiamento accelerato e permettono di svolgere, nell'arco di mesi, ricerche che richiederebbero anni nel topo», ha rilevato Alessandro Cellerinodella Scuola Normale di Pisa, che ha cominciato a studiare questo pesce singolare 12 anni fa.

Tutti i dati generati in questo studio, hanno rilevato gli autori, sono liberamente accessibili via web alla comunità scientifica mondiale e permetteranno, tramite ulteriori analisi, di formulare ipotesi sui geni chiave che controllano il processo di invecchiamento, visto che i geni di questo pesciolino sono presenti anche nel genoma umano.

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