Lunedì, 25 Maggio 2020
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IL PROGETTO

Mangiare bene: imparare a scuola... giocando

ROMA. Un grande gioco da tavola e un network di forze che coinvolge 10mila insegnanti e 4500 studi pediatrici, per insegnare ai bambini come difendersi dall'obesità, vera e propria emergenza in Italia. Arriva nelle scuole elementari per il terzo anno consecutivo il progetto SALTAinBOCCA, l'iniziativa che promuove la lotta all'obesità infantile, ideata da CSE Italia in collaborazione con la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e presentata in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati.

La terza edizione del progetto, che ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Salute, parte dal successo delle prime due, «alle quali hanno partecipato 10mila insegnanti, 110mila tra bambini e genitori, e 4.500 studi pediatrici», sottolinea Patrizio Vanessi, presidente CSE Italia. L'iniziativa, prosegue, «si affida a un network di forze per avere riuscita: i pediatri spiegano i segreti della corretta alimentazione agli insegnanti, che, a loro volta, la insegnano ai bambini, ma non attraverso la solita lezione in cattedra, bensì attraverso il gioco. Poi i
bambini mettono in pratica a casa quello che hanno imparato, grazie all'aiuto dei genitori». Dieci schede didattiche, che saranno scaricabili dal sito www.saltainbocca.it, comunicano agli alunni messaggi semplici da far diventare regole di vita: fare sempre colazione, non dimenticare la ginnastica, mangiare tanta verdura e frutta.

L'eccesso di grasso nei bimbi, infatti, chiariscono i pediatri, aumenta il rischio di diabete, ipertensione, colesterolo. Ma, «ai problemi di salute fisica si aggiungono anche disturbi dell'umore, visto che spesso il sovrappeso è associato ad esclusione sociale e derisione, problemi che possono portare a episodi di bullismo e avere conseguenze psichiatriche», specifica Giuseppe di Mauro, segretario alle Attività scientifiche ed etiche della Fimp. «Insegnare le regole di un'alimentazione sana - commenta Paola Binetti (AP)- è previsto anche nel disegno di legge sulla Buona Scuola. Per questo il progetto traduce nella pratica, in modo efficace e divertente, quello che nel ddl è già presente».

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