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LO STUDIO

Tumori, meno della metà dei centri esegue numero minimo di interventi

È quanto emerge dai risultati pubblicati dal sito oncoguida.it, realizzato da AIMac, ministero della Salute e Iss e diffusi al congresso della Società italiana di oncologia chirurgica a Napoli.

ROMA. In Italia meno del 50% dei centri esegue il numero standard minimo previsto per interventi contro il tumore. È quanto emerge dai risultati pubblicati dal sito oncoguida.it, realizzato da AIMac, ministero della Salute e Iss e diffusi al congresso della Società italiana di oncologia chirurgica a Napoli.

La chirurgia - secondo quanto emerso - è il caposaldo dell'approccio multidisciplinare ai tumori solidi e, come ampiamente dimostrato dalla letteratura internazionale, è determinante per il successo globale del trattamento. Una valutazione delle criticità in chirurgia oncologica è stata compiuta nell'ambito del Programma Nazionale Esiti di AGENAS - Ministero della Salute. Nel Programma è stato preso in considerazione il rapporto tra volume di interventi eseguiti e mortalità entro 30 giorni, riferiti all'attività dei Centri Ospedalieri e Universitari nel 2013.

«I risultati sono eclatanti - dichiara Alfredo Garofalo, past president Società Italiana di Chirurgia Oncologica (SICO) - per il colon retto, la mortalità post operatoria a 30 giorni passa dal 15% a meno del 5% quando il volume di attività raggiunge i 50/70 interventi l'anno; per lo stomaco, la mortalità post operatoria a 30 giorni si dimezza passando da più del 20% a meno del 10% quando il volume di attività raggiunge i 20/30 interventi l'anno; per il polmone la mortalità post operatoria a 30 giorni diminuisce decisamente dal 20 a circa il 5% quando il volume di attività raggiunge i 50/70 interventi annui; per la mammella - non potendosi attendere una mortalità operatoria da questo tipo di intervento - le linee guida internazionali identificano in 150 interventi annui la soglia minima di attività per definire la Breast Unit».

A fronte di tali dati, spiega il presidente della Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo) Francesco De Lorenzo, «le associazioni dei pazienti chiedono a tutti coloro che devono affrontare un intervento di chirurgia oncologica di documentarsi sul sito www.oncoguida.it scegliendo esclusivamente i centri a più alto volume di casi trattati. Ciò potrebbe comportare automaticamente, e anche senza alcun intervento da parte delle Istituzioni, la disattivazione dei centri a maggior rischio».

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