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L'APPELLO

"Estendere la legge 189 su maltrattamenti e combattimenti"

PALERMO. Bisognerebbe estendere la legge 189 del 2004 anche ai conigli. La norma regola la materia di «Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate». «Questa legge è stata applicata soprattutto per i cani e per i gatti», spiega il presidente di Feder Fida Loredana Pronio. «Non si devono uccidere animali per crudeltà o senza necessità e chi lo fa è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni. Non si possono maltrattare né seviziare o procurare danno alla loro salute. La punizione è la reclusione da 3 mesi a 18 mesi o la multa da 5.000 euro a 30.000 euro.

La pena è aumentata della metà se dal maltrattamento deriva la morte dell'animale. Non si possono abbandonare animali che abbiano acquisito abitudini della cattività o detenerli in condizioni incompatibili con la loro natura. In questo caso vi è la reclusione fino ad 1 anno o l'ammenda che va da 1.000 a 10.000 euro. E chi produce, commercializza, esporta o importa qualunque prodotto derivato dalla pelle o dalla pelliccia del cane o del gatto è punito con la reclusione da 3 mesi ad 1 anno o con l'ammenda da 5.000 euro a 100.000 euro. «Tutto questo, però, andrebbe contro gli interessi di moltissimi allevatori di conigli – spiega Pronio – Purtroppo il ministro della Salute sarà costretto a confrontarsi con due gruppi di italiani: quelli che considerano il coniglio come un animale domestico, lo amano e lo vogliono proteggere, e quelli che lo commercializzano in allevamenti per venderne le carni o le pellicce. La scelta è molto difficile ma noi ci batteremo per i diritti dei conigli».

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