Giovedì, 12 Dicembre 2019
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LA RICERCA

Videogiochi, tablet o e-book la sera prima di dormire? Il sonno diventa sempre più difficile

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Il 40% dei ragazzi dagli 8 anni in su resta davanti agli apparecchi elettronici fino a due ore prima del sonno

PALERMO. Sonno e tablet, sonno e videogiochi, sonno e chat: nemici quasi certi. Se stanno insieme sballa la melatonina (è l'ormone che regola il ciclo sonno-veglia), si riduce la fase del sonno rem (quella caratterizzata da movimenti rapidi degli occhi che indicano un'intensa attività cerebrale), c'è stanchezza al mattino dopo, e la ripresa del sonno diventa sempre più difficile. E se davanti al video o allo smartphone ci resta in abnorme tempo di oltre due ore al giorno e verso sera - due ore è il limite di guardia stabilito in novembre scorso dagli stati generali della pediatria italiana, novembre 2014 - il bambino sugli otto anni o comunque l'adolescente rischia il sonno difficile e agitato, l'atonia dell'attenzione il mattino dopo, cefalea: uno stato di malessere comprovato e dipendente dalla «anomala gestione dei tempi della connessione» spiega il professore Giovanni Corsello, direttore della Clinica pediatrica dell'Università di Palermo e presidente nazionale della Società italiana di pediatria. A novembre, nel corso degli stati generali della professione «abbiamo confermato che il fenomeno esiste: è migrato il semplice uso del computer e si è rapidamente esteso dal computer agli smartphone e questo ha cambiato la qualità dell'interazione, i bambini risultano quasi sempre connessi e soprattutto nelle ore serali: oltre il 50 per cento dei piccoli con più di otto anni sta due ore a chattare o resta collegato, il 40% lo fa anche oltre le due ore prima del sonno e i problemi di salute di questa correlazione destano preoccupazione».

Altro dato, aggiunge il professor Corsello «oltre il 10% dei bambini appena svegli al mattino si connette, per il 12 % è il primo pensiero della giornata, è questa la dipendenza che si va instaurando secondo l'indagine nazionale sugli adolescenti». E le due ore consentite? «Sono un limite di tendenza, se un adolescente resta connesso più di due ore significa che si riducono i suoi spazi per le altre relazioni e attività diverse e questo è un altro fattore di rischio: le due ore al giorno sono il limite che nessun adolescente dovrebbe varcare». Stati generali della Pediatria 2014, «Bambini sicuri».

E sugli adulti che vanno a letto con un partner che si chiama genericamente dispositivo elettronico - e potrebbe essere anche il solito libro da leggere, ma sotto forma di ebook - c'è lo studio recentissimo dei ricercatori del Brigham and woomen hospital di Boston, «leggere un ebook prima di andare a dormire altera negativamente il ciclo sonno-veglia». Sotto accusa le luci a led verdi-blu.

Lo hanno scoperto così. Hanno diviso i partecipanti allo studio in due gruppi, al primo è stato chiesto di leggere, nelle quattro ore precedenti il sonno, un libro di carta in una stanza con luce soffusa. Al secondo, sempre con le stesse tempistiche e condizioni ambientali, di leggere un ebook su schermo ad emissione luminosa. Per cinque sere consecutive. Durante lo studio i partecipanti sono stati sottoposti a prelievo di sangue e monitoraggio del sonno attraverso polisonnografia. Alla fine, le persone che avevano letto il libro elettronico, rispetto a quelle dell'altro gruppo, presentavano la mattina successiva una alterata produzione di melatonina, un riduzione della fase di sonno rem e una maggiore stanchezza. Risultati da tenere in considerazione soprattutto per chi la sera trascorre molto tempo con il tablet, spiega Anne Marie Chang, una delle autrici dello studio, perché «sappiamo ancora poco sugli effetti di questi apparati sulla nostra salute: la tecnologia avanza e la scienza è ancora in ritardo».

A letto con «lui»? Poco, e meglio mai. E non fa bene al sonno nemmeno andare a letto con due «lui», il partner e il tablet per leggere le ultime mail e news. È ormai stato accertato che le luci blu-verdi degli schermi «inibiscono i neuroni del cervello che faciliano il sonno»: e infatti una ricerca del Brigham and womemn's hospital di Boston lancia l'allarme e suggerisce un cambio di luci.

«La moderna tecnologia ha completamente spaiato il nostro ciclo naturale sonno-veglia spingendoci ad dormire sempre più tardi e far ricorso a dosi sempre più massicce di caffeina il mattino dopo»: questo succede anche per la pazzesca velocità di diffusione dei monitor a led, le notti del mondo oggi sono una distesa di lucine nel buio che aumentano la sensibilità dell'occhio, che inibiscono i neuroni del cervello che facilitano il sonno e influenzano il rilascio naturale della melatonina allertando invece quelli dell'attenzione. Con una proposta in corso: rimpiazzarle con le tonalità rosse o arancio che interferiscono meno nel ciclo naturale sonno-veglia, anche se il consiglio di tutti è quello di spegnere a letto qualunque cosa elettronica e dormire.

 

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