Questo sito contribuisce all’audience di Quotidiano Nazionale

Oltre la metà dei ragazzi siciliani sceglie i licei

Ma il classico e lo scientifico tradizionali continuano a perdere terreno nelle iscrizioni, a vantaggio dell’indirizzo senza latino. A tenere testa anche l’Alberghiero, per effetto Masterchef. Ma l’istruzione nell’Isola non gode di buona salute: 6-7 mila gli studenti all’anno in meno

PALERMO. Oltre la metà dei ragazzi siciliani che hanno appena scelto il proprio percorso di studi superiore per il prossimo anno si sono buttati sui licei. Ma nessuno si illuda: classico e scientifico tradizionale continuano a perdere terreno, a vantaggio dello scientifico-scienze applicate (senza il latino) e dell'indirizzo sportivo, del linguistico, del musicale e coreutico. Potenza dei talent musicali. Ma tiene testa anche l'alberghiero, per una sorta di effetto Masterchef, che riesce a trainare l'ormai asfittico mondo dei professionali, diventando a livello nazionale il secondo per nuovi iscritti (48.867 al primo anno) dopo tutti i corsi di liceo scientifico (per un totale di 121.686 richieste). La passione per l'enogastronomia e la speranza di potere trovare un lavoro nel settore, nell'anno in corso ha garantito il 58% di iscritti in prima fra tutti gli indirizzi professionali (8.528 alunni su 14.720 nel 2013-14).

Sono alcuni dei primi risultati sulle nuove iscrizioni alle secondarie di secondo grado, elaborati dal ministero dell'Istruzione e divulgati ieri, che scattano la fotografia delle scelte operate dai ragazzi e dalle famiglie di oltre 530 mila adolescenti italiani pronti a varcare il portone del superiore. Dati che vengono incrociati con quelli, aggiornati all'anno in corso, presentati sempre ieri dall'Ufficio scolastico regionale e che per la prima volta offrono uno spaccato completo dello stato di salute dell'istruzione in Sicilia. Un settore che vede contrarre costantemente il numero di studenti (circa 6-7 mila all'anno in meno), ma che ha visto ridurre drasticamente anche il numero di docenti (38 mila alunni in meno e un taglio di 11 mila insegnanti in cinque anni).

«Questo è il primo rapporto sulla scuola in Sicilia e nasce da diverse esigenze - chiarisce il direttore dell'Usr, Maria Luisa Altomonte -. Innanzitutto dall'esigenza di trasparenza, dalla necessità di un rendiconto sociale di ciò che si è fatto e si fa; poi dal desiderio di dare visibilità alla scuola così com'è e non come si immagina che sia, suggestionati dai luoghi comuni; infine, dalla necessità di fornire uno strumento a chi deve prendere le decisioni politiche, ma anche alle famiglie». Ne viene fuori una realtà in continua trasformazione, perché cambiano le norme e si sono innestate politiche di contenimento della spesa, riducendo il numero di istituzioni ed elevando quello degli alunni per classe.

I NUMERI IN SICILIA.
Nel 2013-14 frequentano in Sicilia le 889 istituzioni scolastiche statali (divise in 2.633 plessi, escluse le sedi della scuola dell'infanzia) 773.425 alunni di ogni ordine e grado, con un calo di 7.110 unità rispetto all'anno precedente e un rapporto medio di alunni per classe di 20,98, più basso della media italiana di 21,48. Nelle scuole statali ci sono 60.932 posti di docente e 20.858 di personale Ata. Nelle non statali sono iscritti invece 58.827 alunni (32.666 dei quali all'infanzia), in 1.417 sedi scolastiche.


LA SCELTA DELLE SUPERIORI. Le iscrizioni al primo anno delle superiori rivelano un mondo in trasformazione. Dai dati forniti dal ministero dell'Istruzione si scopre che il 51% degli studenti siciliani di primo anno l'anno prossimo studierà in un corso di liceo (con una crescita dell'1,4% rispetto a quest'anno), il 28,1% nei tecnici (con una diminuzione dello 0,6%), il 20,9% nei professionali (-0.8%). Nel 2013-14 sono risultati in forte crescita al primo anno lo scientifico-scienze applicate (+559 iscritti), il linguistico (+771), artistico (+184), musicale (+98); in calo classico (-242), scientifico tradizionale (-884), Scienze umane (-171). Tra i tecnici, in discesa libera i vecchi ragioneria e geometra, crescono il turismo, l'informatica e telecomunicazioni, la chimica, materiali e biotecnologia. Nei professionali bene enogastronomia e ospitalità alberghiera, servizi per l'agricoltura e sviluppo rurale.


DISPERSIONE SCOLASTICA. Coloro che abbandonano la scuola o non raggiungono il successo scolastico sono ancora troppi in Sicilia. Gli ultimi dati riferiti al 2012/13 segnano un incremento sia alle elementari (dove passa da 0,73% a 0,86%) che alle superiori (da 14,1% a 15,4%); va meglio alle medie, dove diminuisce da 7,6 a 6,6%. Ma sono i primi due anni delle superiori lo scoglio più duro: al primo anno viene bocciato il 17,7% degli alunni, al secondo l'11,2%.

Caricamento commenti

Commenta la notizia