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Coronavirus, AstraZeneca sospende test sul vaccino: reazione "sospetta" in un volontario

Il gruppo farmaceutico AstraZeneca ha annunciato una sospensione globale dei test clinici per il suo vaccino sperimentale contro il covid-19, vista la comparsa di complicazioni in un partecipante al programma.
Il gruppo, associato all’Univerità di Oxford, ha fatto sapere che il protocollo è scattato di fronte a una potenziale reazione avversa e che è stata dunque decisa autonomamente la sospensione per consentire le opportune verifiche da parte di una commissione indipendente.

Il volontario che avrebbe avuto un reazione sospetta durante i test per il vaccino contro il coronavirus di AstraZeneca e Oxford si trova in Gran Bretagna. Secondo indiscrezioni, la sospensione dei test riguarda però anche gli Stati Uniti, dove gli esami sono condotti con fondi federali.

Si tratta del vaccino su cui aveva puntato anche l’Italia, coinvolta anche a livello produttivo con una società di biotecnologie di Pomezia e la Catalent di Anagni che avrebbe dovuto provvedere a infialare le dosi quando il vaccino sarebbe stato pronto. La sperimentazione del vaccino AstraZeneca-Oxford era giunta alla terza fase, dopo che le prime due si erano concluse con successo. I volontari coinvolti sono circa 30 mila, in Usa, Gb, Brasile e Sudafrica.

Ora una commissione indipendente valuterà l’accaduto, ma fino a che non ci saranno i risultati di questa analisi approfondita le prove saranno interrotte, ritardando la diffusione di uno dei progetti più avanzati di vaccino, con quelli delle società Usa Moderna e Pfizer.

«Il nostro processo standard di revisione dei test ha fatti scattare una pausa», afferma un portavoce di AstraZeneca. «Si tratta di un’azione di routine che si verifica ogni volta che c'è una potenziale reazione inspiegata in uno dei test» che consente il tempo di «indagare e assicurare allo stesso tempo il mantenimento dell’integrità del processo dei test», aggiunge AStraZeneca.

«Nei test più ampi reazioni possono accadere per caso ma devono essere indipendentemente valutate con attenzione», aggiunge il colosso farmaceutico, che con l'annuncio della sospensione cala del 6% a Wall Street nelle contrattazioni after hours. Non è inconsueta per i test clinici una sospensione. Ma lo sviluppo del vaccino del coronavirus è uno di quelli più sotto osservazione della storia e qualsiasi segnale che arriva dai test è passato all’esame con la lente di ingrandimento.

Anche se il vaccino di AstraZeneca fosse alla fine approvato, questa battuta d’arresto potrebbe tradursi in timori sull'uso. I dati iniziali sui test sono apparsi molto promettenti, con il vaccino in grado di produrre una robusta risposta immunitaria e solo deboli effetti collaterali.

Lo stop di AstraZeneca arriva nell’acceso dibattito in corso su una possibile politicizzazione del vaccino, soprattutto negli Stati Uniti dove Donald Trump spinge per averlo prima delle elezioni di novembre fra i dubbi degli esperti. Non da ultimo quelli di Anthony Fauci, il super esperto americano in malattie infettive, secondo il quale è improbabile che un vaccino sia pronto entro la fine dell’anno.

La sospensione precauzionale della sperimentazione del vaccino "non riguarda i 50mila volontari che sono già stati vaccinati, che continueranno ad essere sottoposti a monitoraggio e studio. In questo ambito la sperimentazione continua ad essere in corso". Lo afferma all’Ansa Piero Di Lorenzo, amministratore delegato dell’istituto di ricerca Irbm di Pomezia. La sospensione, sottolinea, "riguarda l’arruolamento di nuovi volontari per i test nei paesi nei quali la sperimentazione deve ancora essere avviata". La sospensione precauzionale, ha spiegato Di Lorenzo, amministratore delegato di Irbm che sta collaborando alla messa a punto del vaccino Atrazeneca-Oxford, "rappresenta un dovere di trasparenza e rigore rispetto ad una prassi che relativamente alla fasi di sperimentazione 2 e 3 coinvolge non solo volontari sani ma anche con patologie". Attualmente la sperimentazione del vaccino Oxford è già partita su un totale di 50mila volontari in Gran Bretagna, Usa, Brasile e Sud Africa.

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