Mercoledì, 26 Febbraio 2020
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LA RICERCA

Tumori testa-collo e mutazioni genetiche, sviluppato un nuovo farmaco

Le mutazioni nel Dna del gene p53 determinano la minore sopravvivenza dei pazienti affetti da tumore testa-collo trattabile con un farmaco di ultima generazione l’alpelisib, un inibitore specifico della PI3K.

È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research e sostenuto da Fondazione AIRC e condotto dal gruppo di Giovanni Blandino dell’area di Medicina Molecolare dell’Istituto Regina Elena di Roma, in collaborazione con l’Otorinolaringoiatria IRE e il Princess Margaret di Toronto.

I tumori della testa e del collo, cioè che coinvolgono laringe, faringe e cavità orale, sono il sesto tipo di patologia neoplastica più frequente al mondo, con circa 500mila nuovi casi ogni anno e si caratterizzano per uno sviluppo differente da paziente a paziente. Questo il motivo per cui la ricerca si concentra sull'indagine di nuovi marcatori molecolari, capaci di predire il decorso che avrà in ogni paziente e  quale sarà la risposta alle terapie.

«Lo studio ha dimostrato che la presenza di mutazioni di p53 e di alti livelli di espressione della proteina p53 alterata possono essere un indicatore della sensibilità al trattamento con alpelisib», spiegano Federica Ganci e Claudio Pulito, coautori dell’articolo.

«In particolare - proseguono i ricercatori - la presenza di alti livelli della proteina mutata p53 è in grado di potenziare l’attività di MYC, un fattore che agisce a valle di PI3K, ed il trattamento con alpelisib sembra inibire l’attività di p53 mutata e MYC».

Mentre Giulia Fontemaggi, che insieme a Giovanni Blandino ha coordinato lo studio, sottolinea che «il trattamento con alpelisib sensibilizza le cellule tumorali con mutazione di p53 ai trattamenti chemio- e radioterapici, aprendo nuovi scenari per il trattamento di questi tumori». Conclude Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico dell’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena: «I risultati del lavoro appena pubblicato sono una ulteriore dimostrazione che lo studio approfondito delle caratteristiche molecolari dei tumori apre ampie possibilità al riposizionamento di farmaci e a innovative strategie terapeutiche per i nostri pazienti».

© Riproduzione riservata

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