Mercoledì, 29 Giugno 2022
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Micciché chiede una donna alla presidenza della Regione. E De Luca: «Sì, vuole Patrizia Monterosso»

Il presidente dell'Ars risponde a Musumeci e lancia l'idea di un cambio di genere a Palazzo d'Orleans, riservando la candidatura a una palermitana di Forza Italia. L'ex sindaco di Messina: «Ecco il suo piano»
Sicilia, Politica
Gianfranco Miccichè e Cateno De Luca

La risposta di Gianfranco Micciché, coordinatore di Forza Italia in Sicilia e strenuo oppositore della ricandidatura di Nello Musumeci alla presidenza della Regione, non si è fatta attendere. «Le parole di Musumeci ieri in conferenza stampa - ha detto il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, - hanno lasciato qualche punto, diciamo così, non chiaro. Dal concetto di verità al passo di lato: che vuol dire? Non si capisce se è ancora candidato o no. Credo di sì, se si ritiene, come ha detto, il miglior candidato possibile».

Miccichè da tempo dice che non potrà essere Musumeci il candidato del centrodestra. «A prescindere da questo dichiarato passo di lato di Musumeci - prosegue il presidente dell'Ars - a Meloni avevo chiesto che ci incontrassimo. Ieri lo stesso Musumeci ha detto che la maggioranza non si è mai riunita per scegliere il candidato presidente ma è lui che ha fatto sì che non si riunisse perché ha sempre detto che era comunque candidato: era dunque inutile che ci si riunisse. Abbiamo perso dei mesi», continua. Lo stesso Musumeci ha affermato che dopo i ballottaggi di domenica, a Roma si incontrerà il centrodestra e che Giorgia Meloni «dispone della rinuncia alla ricandidatura».

«Riguardo al nuovo presidente della Regione - dichiara Miccichè - ci sono tre cose che non si sono mai verificate, e una o due di queste dovremmo provare a prevederle: non è mai stato di Forza Italia, non è mai stato palermitano, non è mai stato una donna. E questo non è normale. Io lavoro su questi tre punti. Non dico che tutte e tre gli elementi debbano essere presenti contemporaneamente, ma che in questo scenario deve essere cercato il nuovo presidente», conclude. C'è chi una donna la candida, il Pd. Si tratta di Caterina Chinnici. «È donna, è palermitana, ma non è di Forza Italia, che per me è la cosa più importante», risponde Miccichè.

Caustico il commento del candidato alla presidenza della Regione Cateno De Luca, ex sindaco di Messina e leader del movimento Sicilia Vera: «Miccichè ha bruciato anche Raffaele Stancanelli e sta andando avanti col suo vero disegno: Patrizia Monterosso, direttrice della Fondazione Federico II, presidente della Regione. La banda bassotti si sta scannando, è una faida». Per De Luca, Miccichè, che a suo giudizio prima voleva fare ancora il presidente dell'Ars e per raggiungere questo obiettivo (secondo quello l'ex sindaco di Messina chiama «il manuale Cencelli della cupola») aveva bisogno che il presidente della Regione non fosse né palermitano né di Forza Italia, adesso «ha cambiato strategia, non vuole fare più il presidente del Parlamento siciliano, ma l’assessore ai Beni culturali. Si è fissato con questa cosa perché tutta l’esperienza con la Monterosso, con la fondazione Federico II, l’ha portato a innamorarsi della cultura. Il quadro è: Musumeci fuori, Patrizia Monterosso presidente e se io entro in questo gioco mi fanno fare il presidente dell’Assemblea regionale siciliana oppure il vicepresidente della Regione. Questo è lo scacchiere su cui mi hanno invitato a fare una riunione domani».

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