Domenica, 03 Luglio 2022
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PAROLA ALL'ARS

Regione, il governo approva il disegno di legge di stabilità

Sicilia, Politica
Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci

Nella seduta di stamattina, il governo Musumeci ha approvato il disegno di legge di stabilità. Nel testo ci sarebbero una ventina di articoli, gli uffici stanno lavorando all’assemblaggio delle norme poi il ddl sarà trasmesso all’Assemblea siciliana. Nel tardo pomeriggio la giunta tornerà a riunirsi, si apprende che all’ordine del giorno ci sono una serie di provvedimenti tecnici.

All'Ars è corsa contro il tempo. «E’ arrivato oggi il bilancio di previsione anche se è senza relazione tecnica ma l’abbiamo già richiesta, non è arrivata invece la finanziaria. Come sapete abbiamo un obbligo costituzionale, approvare la manovra entro il 30 aprile, possiamo ovviamente tenere la seduta aperta per altri 3 giorni. Ma ricordo dal 3 maggio qui a Palazzo c’è la riunione dei presidenti delle Procure della Cassazione di tutta Europa, per cui non potremmo avere a disposizione l’Aula. Ho avvertito gli assessori Daniela Baglieri e Toto Cordaro durante la capigruppo: se non arriva la finanziaria entro il 22 mattina, abbiamo problemi seri». Così il presidente all’Ars, Gianfranco Miccichè, rivolgendosi all’aula prima di chiudere la seduta. Proprio per i tempi stretti, Miccichè ha comunicato la convocazione della prossima seduta il 28 aprile alle 11 proprio per incardinare la manovra finanziaria e dare il termine per gli emendamenti; non appena la Presidenza dell’Ars riceverà la finanziaria, Miccichè ha assicurato che ne darà immediata informazione ai gruppi parlamentari. Dopo l’esame da parte degli uffici, i testi saranno inviato alle commissioni di merito e alla Bilancio in modo da fare arrivare a sala d’Ercole bilancio e legge di stabilità il 28 aprile.

Dopo una lunga stasi, inoltre, il Parlamento siciliano ha approvato tre norme, due delle quali in attesa solo del voto finale a causa dell’assenza del numero legale nelle ultime settimane a Sala d’Ercole. Via libera dunque al ddl «disposizioni per l’esercizio di funzioni amministrative di competenza regionale in materia di costruzione ed esercizio delle linee e impianti per il trasporto, la trasformazione e la distribuzione di energia elettrica», alla norma per la valorizzazione della dieta mediterranea, e alla legge voto che impegna il Parlamento nazionale a ripristinare i tribunali soppressi e rivedere le competenze territoriali degli Uffici Giudiziari siciliani.   «Ha vinto il buon senso, evitando inutili disagi per l’amministrazione della giustizia a seguito della soppressione dei tribunali di Nicosia, Mistretta e Modica - ha detto il presidente Pellegrino -. Ricordo che sono molteplici le criticità nate dalle soppressioni dei tribunali e dalle modifiche delle competenze territoriali della circoscrizione dei Tribunali di Marsala e Sciacca. Tralasciando quelle più tecniche, non si può non includere quelle arrecate ai residenti di Comuni come Salaparuta, Poggioreale, Partanna, Gibellina e Santa Ninfa che devono con difficoltà affrontare decine di chilometri, per le precarie condizioni della viabilità, per raggiungere il Tribunale di Sciacca».

“L’approvazione della legge sulla dieta mediterranea - afferma infine la vicepresidente dell’Ars, Angela Foti - è un’azione concreta a dieci anni di distanza dal riconoscimento della dieta mediterranea nell’elenco del Patrimonio immateriale dell’Unesco. Uno stile alimentare e di vita che accomuna i vari popoli che si affacciano sul Mediterraneo ma che vede la Sicilia al centro, non solo geograficamente, dei percorsi identitari di questi stessi popoli che sull’Isola si sono incontrati, scambiandosi usi e costumi. Questa legge arriva in un momento di grande attenzione da parte delle aree interne siciliane su questo tema, con oltre cento comuni che stanno gettando le basi per il primo parco policentrico mondiale dello stile di vita Mediterraneo». Per questo tra gli obiettivi della legge c’è quello di preservare la memoria e l’eredità immateriale. La dieta mediterranea è uno stile di vita che rappresenta un percorso, dalla terra alla tavola, rispettoso dei territori, sostenibile e simbolo di convivenza e dialogo tra culture e generazioni diverse, in linea con la Carta di Milano Expo 2015 e con gli obiettivi europei dell’Agenda 2030. La norma appena approvata permetterà anche di avviare diverse iniziative che coinvolgeranno le varie filiere enogastronomiche regionali e si potrà puntare maggiormente a sostenere l’agricoltura in chiave multifunzionale e sostenibile.

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