Martedì, 05 Luglio 2022
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LA DECISIONE

Condizionatori in estate, arriva la stretta con multe: ecco la temperatura fissata dal governo

Il condizionatore d'aria al massimo a 25 gradi nel bel mezzo del caldo estivo. Prima nel pubblico, poi chissà, probabilmente pure nel privato. E le multe, o quantomeno la possibilità, aumentano.

Il caldo dentro casa, in Sicilia e più in generale nel resto d'Italia, si farà sentire ancora di più.  Almeno negli uffici pubblici. Il Governo, infatti, continua a lavorare per scongiurare gli effetti della crisi energetica provocati dalla guerra in Ucraina.

Le prime restrizioni

E comincia con l’imporre le prime restrizioni. Si parte dal pubblico, ma quasi sicuramente si arriverà anche al privato. D’accordo il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, il quale oltre a questa misura intende fare di più mettendo i pannelli solari sul tetto di un milione di edifici pubblici, con particolare riferimento alle scuole.

La temperatura potrà scendere a massimo 27 gradi in estate e non potrà superare i 19 gradi in inverno, con due gradi di tolleranza. Dunque, 25 e 21 gradi rispettivamente, vista la tolleranza.  La misura non sarà applicata a cliniche, ospedali e case di cura.

I controlli

Il problema del decreto, come al solito, è la questione dei controlli. Sono previste, infatti, in caso di violazione delle norme, multe che vanno dai 500 ai 3 mila euro. Ma come si fa a sapere chi non rispetta le regole?

Bisognerebbe andare di ufficio in ufficio e (per il privato) di casa in casa. Praticamente impossibile. L’unica arma a favore è che abbassare di un grado le temperature porterebbe a risparmiare circa il 7/8 per cento di gas e cioè a una bolletta meno onerosa.

Illuminazione dei Comuni

Nell’ambito della stretta per ridurre i consumi potrebbe arrivare anche un decreto per diminuire il consumo elettrico dei comuni. Il che potrebbe significare meno lampioni. Il governo valuta l’inserimento di una norma per limitare il numero dei lampioni accesi e le ore di illuminazione. In base alla stessa logica, nei condomini si potrebbe ritardare l’accensione della luce nelle parti comuni.

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