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MINISTERO DELL'ECONOMIA

Fisco digitale e clausola blocca-aumenti: così cambia la riforma delle tasse

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delega fiscale, Sicilia, Politica
Il ministro dell'Economia, Daniele Franco, nel corso di un'audizione alle commissioni Finanze di Camera e Senato

Dallo scivolo della flat tax al cashback fiscale, dalla clausola per escludere un aumento delle tasse all’estensione della semplificazione degli adempimenti in via telematica: è pronta la proposta di mediazione elaborata dal Ministero dell'Economia per sbloccare lo stallo della delega fiscale. E la commissione Finanze della Camera è convocata oggi alle 21 per riprendere le votazioni degli emendamenti, dopo il mese di sosta seguito alla spaccatura sulla riforma del catasto. Ma non è affatto scontato un iter senza altri scossoni per il provvedimento, varato dal Consiglio dei ministri sei mesi fa senza il voto dei rappresentanti della Lega.

L'incognita della Lega e di Forza Italia

Proprio le mosse del partito di Matteo Salvini, ma anche di Forza Italia, rappresentano la principale incognita sulla legge delega. Deve approdare il 19 aprile in Aula, dove i leghisti si preparano a presentare più emendamenti sul catasto, antipasto di ciò che succederà poi in Senato. Esattamente lo scenario che cercano di scongiurare altri partiti della maggioranza, che si riunirà alle 13.45 per confermare l’accordo politico sugli emendamenti riformulati e inviati dal Mef nelle scorse ore. «Questa mediazione deve mettere al riparo tutto il testo della delega fiscale, almeno alla Camera - avverte il dem Gian Mario Fragomeli -: non si può approvare tutto in commissione e poi assistere a un Vietnam in Aula».

Scivolo flat tax e clausola di salvaguardia

Non solo il catasto è nel mirino della Lega. «Anche le cedolari sulle locazioni e sui Bot rischiano di essere l'ennesima stangata. E devono essere vincolanti i pareri del Parlamento sui decreti attuativi», spiegano Massimo Bitonci e Alberto Gusmeroli, che invece accolgono con favore la flat tax con uno scivolo di due anni per chi esce dal regime forfettario per gli autonomi superando i 65 mila euro, con un’imposta opzionale fino a una soglia da determinare con i decreti legislativi e con l’individuazione di meccanismi anti-elusione. Va incontro alle richieste della Lega anche la «progressiva mensilizzazione degli acconti e dei saldi, come l’eventuale riduzione della ritenuta d’acconto». E anche la «priorità per le società di persone, gli studi associati e le società tra professionisti» nel graduale superamento dell’Irap. Spinta dal centrodestra è anche la clausola di salvaguardia: dalla riforma del fisco «non deve derivare un incremento della pressione tributaria».

Il cashback fiscale

Nella mediazione trova spazio una misura di bandiera del M5S, il cashback fiscale, con priorità alle spese sociosanitarie. Il Pd è soddisfatto per il recepimento dell’emendamento con cui Comuni e Regioni compartecipano al gettito della flat tax, e per quello che prevede di destinare ai contribuenti Irpef con redditi medio-bassi le risorse derivanti da riordino di deduzioni e detrazioni.

L'Iva ambientalista

Si prevede poi di adeguare le aliquote Iva, in modo «da tener conto dell’impatto ambientale dei diversi prodotti». Fra le novità anche la gradualità delle sanzioni, «con particolare attenzione alle violazioni formali o meramente formali», e il «rigoroso rispetto» per il Fisco del divieto di richiedere al contribuente documenti già in possesso delle amministrazioni pubbliche, nonché il ricorso all’intelligenza artificiale nella lotta all’evasione fiscale.

 

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