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Impietosa analisi del Sole 24 Ore sulla Sicilia: «Pratiche Pnrr in ritardo e personale inadeguato»

Pnrr, Sicilia, Politica
Il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci a un convegno promosso da Confindustria a Napoli

In Sicilia il «Piano territoriale per il conferimento di incarichi di collaborazione per il supporto ai procedimenti amministrativi di attuazione del Pnrr si è rivelato un vero e proprio libro bianco, con l’ufficialità del via libera della giunta regionale guidata da Nello Musumeci, sui ritardi nel rilasciare autorizzazioni degli uffici della Regione Siciliana». Lo dice il Rapporto Sud del Sole 24 Ore in edicola domani in Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

Un «libro bianco» - scrive il quotidiano che ha dato un’anticipazione - che conferma i timori provenienti dal mondo produttivo, sia che si tratti di imprese sia che si tratti di lavoratori: quasi 1.200 pratiche in arretrato in settori chiave come i rifiuti, le autorizzazioni ambientali, le bonifiche, l'energia rinnovabile. Il numero di pareri che deve essere ancora esitato dalla Commissione tecnico specialistica è di circa 450 e alcune istanze sono relative al 2020. Tra le principali criticità il personale insufficiente ma spesso anche inadeguato a gestire le procedure sempre più complesse e i collegamenti con i portali ambientali».

Le disfunzioni di cui parla il Sole 24 Ore erano state raccontate dal Giornale di Sicilia in articolo di Giacinto Pipitone dello scorso 17 novembre. Ne pubblichiamo qui alcuni passaggi. «Il record negativo è della Commissione tecnico scientifica che esegue la Valutazione di impatto ambientale. Lì, in quegli uffici, sono accatastate da più di un anno 450 pratiche arretrate, ognuna delle quali è un progetto imprenditoriale che nell’attesa di un timbro resta parcheggiato in rampa di lancio», era l’incipit dell’articolo. «Eppure questa non è l’unica area dell’amministrazione regionale a brillare per lentezza: in tutti i settori coinvolti nelle autorizzazioni alle imprese giacciono in questo momento - si legge nell’articolo che, ricordiamo, è della metà di novembre - 1.208 richieste. Il conto lo ha fatto la stessa giunta Musumeci. Per ottenere da Roma i 26,5 milioni necessari ad assumere 83 professionisti che avranno il compito di decongestionare gli uffici più coinvolti negli investimenti del Recovery Fund il governo ha dovuto fare una mappa degli uffici lumaca».

La mappa stessa elaborata dalla regione evedenziava le criticità. «Ne è venuto fuori un elenco di occasioni sprecate - scriveva Pipitone nel novembre 2021 - impigliate nelle scartoffie accatastate sulle scrivanie. Nell’ufficio che dà il via libera ai progetti di bonifica di aree inquinate o in cui sono state dismesse attività industriali restano in sospeso 200 pratiche. Lì, all’assessorato ai Rifiuti, lavorano in 17. E l’assessore Daniela Baglieri ha segnalato che si tratta proprio del centro nevralgico da cui passa la partecipazione della Regione ai bandi del Pnrr. È da quelle stanze che può arrivare lo sgambetto per replicare il flop dei 400 milioni sfumati per le reti irrigue nelle campagne. Ma al dipartimento Rifiuti c’è una seconda area di crisi. È quella che si occupa di concedere l’autorizzazione per i nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti. In quelle stanze ci sono 288 pratiche arretrate, affidate a 14 dipendenti. Ogni giorno di ritardo rende più difficile il superamento dell’emergenza e rischia di provocare le montagne di rifiuti per le strade o il trasferimento dell’immondizia all’estero a spese dei cittadini che vedranno schizzare verso l’alto la Tari».

 

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