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Assistenza a disabili e anziani, chat di fuoco alla Regione Siciliana

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Prima i rilievi della commissione Sanità dell’Ars sull’assenza delle tariffe e su assunzioni «sproporzionate». E poi le chat incandescenti e una lunga telefonata in cui fra la forzista Margherita La Rocca Ruvolo e l’assessore alla Sanità Ruggero Razza sono volate urla e critiche al vetriolo. Intorno al piano da 400 milioni per riformare l’assistenza domiciliare integrata a disabili, anziani e malati cronici la tensione è salita ancora di più ieri, 15 ottobre.

Il caso nasce dal fatto che l’assessore alla Salute ha pubblicato il piano in Gazzetta Ufficiale senza recepire i rilievi della commissione Sanità, guidata dalla La Rocca Ruvolo. Scatta così la procedura di accreditamento che prevede di far entrare nel sistema (e dunque nel nuovo albo) solo le società e le coop che abbiano lavorato in questo settore grazie agli appalti banditi dalle Asp per almeno 3 anni negli ultimi 4.

Già questo per il Pd è un modo per limitare il business «ai soliti noti». Durante la riunione in commissione, il 15 settembre, Antonello Cracolici aveva messo a verbale che «si sta accelerando sugli affidamenti proprio mentre l’assessorato vara i decreti»: un modo per far acquisire i requisiti a chi magari non li ha. Da qui l’allarme di Cracolici che paventava «ricorsi degli esclusi al futuro accreditamento» e invocava modifiche al piano.

I grillini invece, con Giorgio Pasqua, avevano chiesto di rivedere i parametri che porteranno alle assunzioni: nel piano illustrato dall’assessore - ha confermato la La Rocca - si parla di un operatore e mezzo per ogni assistito. «Ciò comporterebbe risultati abnormi nelle città metropolitane. E peraltro tutto questo personale non esiste neanche negli ospedali», ha obiettato Pasqua. Le assunzioni sarebbero così molte di più delle 3 mila stimate dall’assessorato e questo fa temere, anche alla La Rocca, «strumentalizzazioni in campagna elettorale».

Il verbale della commissione riporta anche una frase di Razza: «Assumo l’impegno di valutare le osservazioni evidenziate dai deputati».

E invece poi l’assessore - che pure aveva messo a verbale l’esigenza di fare in fretta per rispettare i tempi imposti da Roma - ha pubblicato tutto senza modifiche.

Da qui l’ira di Micciché, che ha scritto a Musumeci accusandolo di scarsa collaborazione istituzionale. Ma contemporaneamente la La Rocca ha diffuso nella chat in cui ci sono tutti i deputati della commissione sia il verbale ufficiale con l’impegno dell’assessore sia una dura lettera in cui accusava Razza di «sgarbo istituzionale» per aver disatteso l’impegno. In chat si è subito scatenato un fuoco incrociato e a quel punto alcuni deputati di maggioranza hanno girato gli screenshot all’assessore. Che a sua volta, infuriato, ha chiamato la La Rocca. «Mi ha detto che non era tenuto a venire in commissione», si è limitata a riferire ieri la presidente forzista.

La stessa frase l’assessore ha poi messo per iscritto a Micciché, facendo aumentare ancora la tensione col presidente dell’Ars. In questo clima i decreti su uno dei più grandi appalti della sanità stanno andando avanti. La pubblicazione avvia la costituzione di quell’albo di soggetti accreditati a cui poi ogni paziente potrà rivolgersi dirottando i costi sul servizio pubblico, un po’ come accade con i laboratori di analisi. E tuttavia proprio i costi non sono ancora determinati: nei decreti manca questa parte perché - ha detto Razza - si attende che il ministero fissi le proprie tariffe, poi la Regione le copierà. Ma nel frattempo le società e le coop che si ritengono escluse dai requisiti fissati da Razza si preparano a impugnare il piano.

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