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Scoppia la guerra del Prosecco: la Croazia vuole la tutela del Prosek, l'Italia dice no

La richiesta pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea. Il ministro Patuanelli annuncia incontri tecnici per predisporre una dichiarazione di inammissibilità, a tutela del vino italiano più venduto al mondo
Sicilia, Politica
II vino croato Prosek in una immagine tratta da Wikipedia

La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ha pubblicato oggi la «domanda di protezione della menzione tradizionale» riguardante il vino croato Prosek. «Le dichiarazioni di opposizione - si precisa nella Gazzetta - devono pervenire alla Commissione entro un termine di due mesi dalla data della presente pubblicazione».

Il Prosek croato viene definito come «un vino prodotto con uve tecnologicamente sovramature e appassite che devono contenere almeno 150 Oe (gradi Oechsle) di zucchero». «Può essere rosso o bianco», si precisa nella definizione ufficiale. «La fragranza - si legge ancora - è descritta come un aroma di frutta sovramatura con una lieve nota di legno e un aroma di leggera ossidazione».

Con l’arrivo in Gazzetta della domanda di protezione della menzione tradizionale «Prosek», presentata dalla Croazia «tutte le parti interessate disporranno di un termine di due mesi a decorrere dalla data di pubblicazione per presentare un’obiezione motivata che la Commissione analizzerà prima di adottare una decisione finale», precisa la Coldiretti nel sottolineare che è necessario fare presto per fermare quella che viene definita una decisione scandalosa che colpisce il vino italiano più venduto nel mondo, in riferimento all’avvenuta pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Ue preannunciata dal Commissario Ue all’Agricoltura Wojciechowski. «Il via libera dell’Ue alla pubblicazione della domanda per il Prosek croato - sottolinea la Coldiretti - rovina il record storico dell’export di Prosecco nel mondo, cresciuto del 35% nei primi sei mesi del 2021, ma contraddice anche in maniera clamorosa la recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha dichiarato illegittimi proprio i nomi truffa che evocano in modo strumentale ed ingannevole prodotti a denominazione di origine riconosciuti e tutelati dall’Unione Europea come la star delle bollicine italiane che quest’anno dovrebbe raggiungere il record di 700 milioni di bottiglie prodotte, la più grande denominazione al mondo».

«Occorre fermare un precedente pericoloso che rischia anche di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio dove occorre tutelare le denominazione dai falsi», ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’importanza dell’impegno del ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, del governatore del Veneto Luca Zaia e degli europarlamentari italiani ad intervenire per far respingere la domanda.

Proprio il ministro Patuanelli ha annunciato subito che «è stato già attivato un tavolo tecnico per predisporre una dichiarazione debitamente motivata relativa alle condizioni di ammissibilità al fine di opporci a a quanto proposto dalla Croazia. E permettetemi a tar riguardo un ringraziamento al sottosegretario Gian Marco Centinaio che, oltre ad aver seguito immediatamente in prima persona la questione anche in forza alla sua delega, oggi è voluto essere presente proprio per rappresentare l’unità del governo e di come ci muoviamo in modo sincrono».
Nell’informativa al Senato sul caso Prosecco e sulla richiesta della Croazia Patuanelli ha ahhiunto che «fin da subito il sottosegretario ha attivato un dossier e a lui ho personalmente chiesto il coordinamento necessario a rendere proficua ed efficace l’azione ministeriale nel suo complesso».

 

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