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Green pass, la grande falla del lavoro nero in Sicilia

coronavirus, Sicilia, Politica
Il green pass dal 15 ottobre sarà obbligatorio per tutti i lavoratori

Secondo una recente stima della Cgia di Mestre, sono circa 283 mila coloro che in Sicilia offrono le proprie prestazioni in nero: per lo più artigiani, elettricisti, colf, badanti, braccianti. Tutti questi lavoratori sconosciuti al fisco dovrebbero anche loro avere il green pass dal 15 ottobre, come prevede il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri. Anche se non sono in regola con il fisco? E chi controllerà il green pass dei lavoratori irregolari? E chi controllerà i controllori? Se il decreto precisa che saranno i datori di lavoro (pubblici e privati) a verificare il rispetto degli obblighi, anche a campione, con modalità operative da definire e personale predisposto ad hoc e quasi certamente con applicazione digitale, resta da capire cosa avverrà in quei settori in cui è più facile evadere le imposte sul reddito.

Per esempio: nel caso di un idraulico che lavora in nero, chiamato in un’abitazione privata per riparare un guasto, sarà il proprietario di casa a chiedere il green pass all’artigiano? Dal ministero della Salute rispondono di sì, sottolineando che, in questo caso, «la richiesta è a metà strada tra il dovere e il diritto del datore di lavoro», mentre sul come c’è incertezza, perché nel testo di legge, quantomeno nella bozza che sta circolando in queste ore, non c’è alcuna indicazione sul tema: basterà esibire il cartaceo oppure, per garantire la validità del certificato, servirà l’App in grado di leggere il codice digitale associato al documento, la stessa in uso oggi nei ristoranti o sui treni?

Quel che è certo, al momento, afferma Paolo Zabeo, responsabile dell’Ufficio studi della Cgia, «è che nel modo del lavoro nero i controlli difficilmente avverranno, perché quei cittadini che sono abituati a rivolgersi agli irregolari, molto probabilmente, così come non hanno mai chiesto la fattura, non chiederanno nemmeno il green pass. Ma anche perché, nell’esempio dell’idraulico chiamato a casa, non c’è nessuno che controlla il controllore».

Le risposte sono nell’articolo di Andrea D’Orazio sul Giornale di Sicilia in edicola oggi

© Riproduzione riservata

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