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Conte e la rivoluzione "gentile" e "democratica", M5S leale a Draghi

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Giuseppe Conte

Giuseppe Conte vuol riformare il M5s con una "rivoluzione gentile" e pure "democratica", perché prevede che il leader venga votato. Da capo in pectore auspica di essere eletto con una "grande investitura, o non avrebbe senso". Quello a cui sta lavorando - ha spiegato - non è un partito "nella forma tradizionale", ma "supererà la logica del Movimento" e avrà "una struttura leggera".

Sui contorni della nuova creatura, Conte ha le idee chiare. E ai dettagli ci sta lavorando. Come la questione del doppio mandato, su cui lo ha richiamato l'ex compagno di viaggio Davide Casaleggio. Conte ha preso tempo. "Non è nello statuto e non sarà nel nuovo statuto - ha detto a 'In Mezz'ora in più' - Quando affronteremo il codice etico ce ne occuperemo. C'è la posizione di Grillo da considerare. Mi assumerò la responsabilità di formulare una proposta nel quadro della ragionevolezza e poi coinvolgeremo gli iscritti". I tempi sono stretti: fra una settimana massimo dieci giorni Conte intende presentare "il progetto complessivo". Adesso sta lavorando sulla struttura, sul meccanismo che regolerà la vita del M5s.

"Ci saranno nuovi organi, che condivideranno col leader la responsabilità della linea politica - ha illustrato - ci sarà un consiglio nazionale, dove siederanno persone nominate dal leader e rappresentati dei gruppi parlamentari. E una parte sarà eletta dagli iscritti. Avremo un giusto mix fra una struttura che avrà una funzionalità piramidale e un ampio coinvolgimento degli iscritti. Dovremo costruire la nuova architettura informatica: la democrazia diretta deve rimanere un caposaldo".

Il M5s userà anche un altro vocabolario. Per esempio: "Onorevoli non è una parola diffamatoria". Ci sono poi le collocazioni internazionali. Conte ha provato a smorzare il polverone sollevato dalla visita di Beppe Grillo all'ambasciatore cinese in Italia, nel giorno in cui al G7 Joe Biden lanciava la sfida alla Via della Seta. "Polemiche strumentali - ha detto l'ex premier - Io non ho potuto raccogliere questo invito, ma non sarebbe stata la prima volta che incontro ambasciatori, è normale che un leader esponga la propria proposta alle altre Nazioni. L'alleanza Atlantica è un pilastro, così come l'Ue. Ma il fatto di poter dialogare anche con asiatici importanti come la Cina è di utilità per tutti". Sul fronte interno c'è il "sostegno chiaro e trasparente a Draghi", anche se "il M5s vorrà dire la sua".

Per il futuro, l'ex premier fa capire di ragionare su una proposta "presidenzialista", anche se adesso "non ci sono le condizioni", e propone la "sfiducia costruttiva". L'obiettivo è "rafforzare i poteri del presidente del consiglio". In tema di alleanze, col Pd "vogliamo dialogare alla pari. Coltiveremo il dialogo, ma non dobbiamo sovrapporci, perché abbiamo un altro dna", ha precisato. Lo scenario di coalizione non è quello dell'Ulivo, che oggi sarebbe "inattuale", ma di "una intesa che si rafforzerà: avremo un Pd, un M5s e penso anche Leu" dentro "un ampio fronte che competa con le forze di destra". In attesa delle elezioni 2023, ci sono i test di ottobre. In Calabria serve "un campo ampio di centrosinistra", che sta lavorando a un "candidato espressione della società civile".

A Roma (dove, ha ribadito, non correrà per le suppletive), "prospetto una vittoria della Raggi" ha detto Conte e, in caso di ballottaggio col centrodestra: "Confido che il Pd possa appoggiarci". Mentre a Bologna, alle primarie del centrosinistra il M5s si schiererà al fianco del dem Matteo Lepore. ANSA

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