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LE CONSULTAZIONI

Crisi di governo, Renzi a Mattarella: "Mandato esplorativo ma non a Conte"

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Matteo Renzi, Teresa Bellanova, Maria Elena Boschi e Davide Faraone al Quirinale

Le consultazioni hanno vissuto oggi il loro momento clou con la salita al Colle di Matteo Renzi e di Italia Viva.

"Andare ad elezioni sarebbe un errore per l'Italia, rischiamo di perdere l'appuntamento con il recovery. Occorre un governo presto e abbiamo dato disponibilità al presidente per individuare le soluzioni più opportune, preferiamo un governo politico che istituzionale ma siamo disponibili anche a un governo istituzionale", ha detto Renzi al termine del colloquio con Mattarella.

Sostegno a Conte? "Non abbiamo fatto il suo nome perchè siamo ancora nella fase antecedente. Il punto fondamentale di oggi è che siamo pronti ad appoggiare un governo politico o anche istituzionale, ma occorre capire se vogliono confrontarsi con noi. Abbiamo subito 15 giorni di fango perché siamo stati gli unici a porre problemi di merito. Noi non ci siamo prestati alla guerra del fango".

Renzi avrebbe chiesto a Mattarella di dare il mandato esplorativo a un’altra personalità prima di affidarlo a Conte per verificare se M5s e Pd vogliono ancora una maggioranza con Italia viva. L'ex premier avrebbe poi aggiunto che successivamente non ci sarebbe alcune preclusione sui nomi.

Mattarella intanto a tutti chiede un nome e un programma per raggiungere una maggioranza certa. Il Pd, come ha sottolineato Nicola Zingaretti dopo il confronto con il capo dello Stato ha ribadito il proprio sostegno a Conte. "Abbiamo indicato la disponibilità a sostenere un incarico al presidente Conte che anche nell'ultimo voto di fiducia si è rivelato punto di sintesi ed equilibrio avanzato".

Il Pd ha comunicato di sostenere l'incarico al presidente uscente Giuseppe Conte "per un governo che possa contare su un'ampia e solida base parlamentare, che sia nel solco della migliore tradizione europeista, che sia in grado di affrontare le emergenze della pandemia e che realizzi con riforme istituzionali quella macchina pubblica in grado di far ripartire il Paese".

Ma sul Conte ter e sulla operazione 'costruttori', necessaria a dargli vita ridimensionando Italia Viva si addensa un'ombra. Il senatore Luigi Vitali, nella notte costruttore e ora non più, ci ha ripensato ed il perchè lo spiega l'Europeista Ricardo Merlo: "E' una operazione politica fatta apposta per delegittimare il nostro nuovo gruppo". Lo stesso Vitali, che ora chiede scusa a Conte, candidamente ha infatti dichiarato che sosteneva il Conte ter temendo il voto.

Ma lo hanno convinto Silvio Berlusconi (che pensa alle larghe intese) e Salvini (pronto a parlare con tutti purchè si riformino fisco e giustizia). E' il leader della Lega però, alla vigilia delle consultazioni del centrodestra, a smentirlo: "Ci vuole serietà, non vado al governo a tutti i costi. La parola va data agli italiani. L'unica alternativa è un governo di centrodestra oppure si deve andare al voto".

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