Domenica, 17 Gennaio 2021
stampa
Dimensione testo

Politica

Home Politica Crisi di Governo, Conte lunedì si presenterà alla Camera per chiedere la fiducia
IL PREMIER

Crisi di Governo, Conte lunedì si presenterà alla Camera per chiedere la fiducia

Sarà il Parlamento a decidere il finale della sfida tra Conte e Renzi e quindi le conseguenze della crisi. Se la Camera e poi il Senato daranno il via libera a Conte, grazie ai "responsabili" che permetteranno di raggiungere la maggioranza per la fiducia, si passerà a un rimpasto per sostituire le ministre dimissionarie e Renzi avrà perso la partita. Al contrario, Renzi avrà vinto la sua scommessa e si apriranno tutti gli scenari per un nuovo governo o per il ritorno alle urne.

I tempi, che il presidente del Consiglio avrebbe voluto inizialmente più lunghi, si accorciano: lunedì si andrà alla conta dopo lo strappo del leader di Iv e le dimissioni delle due ministre. Deputati e senatori voteranno sulle comunicazioni del premier ed è in questa occasione che usciranno allo scoperto i responsabili. Si tratterà a tutti gli effetti di un voto di fiducia su un nuovo programma, come emerge chiaramente dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio e dunque l’occasione per verificare l'esistenza di una nuova maggioranza. Vinto questo primo round, poi Conte dovrà mettere mano alla squadra di governo scegliendo a chi affidare almeno il ministero dell’Agricoltura.

La scelta di prenderne l’interim, messa agli atti oggi durante l’incontro con il Capo dello Stato, non può che essere temporanea. Ragionamento diverso quello legato al ministero della Famiglia, che nei fatti è una delega e dunque non è necessario rimpiazzare velocemente. Idem per il posto da sottosegretario agli Esteri, rimasto libero dopo le dimissioni di Ivan Scalfarotto.

La prima giornata della crisi parte nel segno dell’incertezza: il Pd, ragionano i Dem, non può andare dietro ai rumor di eventuali sostegni alla maggioranza se non si appalesano. Il Nazareno vede dunque il rischio di elezioni a giugno avvicinarsi. Su un punto però Zingaretti è netto e lo dice durante l’ufficio politico del partito convocato a ora di pranzo: Renzi è inaffidabile, ora e anche in futuro ,«in qualsiasi scenario», la porta del dialogo con Iv è chiusa. Tanto più che la crisi è già costata «7,6 milioni», accusa il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Altrettanto netta l'indisponibilità a ogni tipo di «collaborazione con la destra».

Parole simili anche da Luigi Di Maio ("da Renzi gesto irresponsabile, le nostre strade sono ora divise") ma il ministro degli Esteri per primo fa un appello ai «costruttori" che ambiscono a «riscattare» l’Italia. A Palazzo Madama, dove i numeri hanno sempre corso sul filo, si continuano a fare i conti: servono almeno 11 senatori. Ma non solo. Non bastano singoli che si uniscano alla maggioranza senza la garanzia di condividere un progetto almeno di medio termine. Occorre dare vita a delle formazioni vere e proprie. Passano le ore e qualcosa si muove: il capodelegazione Dem Dario Franceschini sdogana la caccia ai responsabili aggiungendo che l'importante è «farla alla luce del sole».

Le maggioranze «in un sistema non più bipolare si cercano e si costruiscono - spiega - in Parlamento». I nuovi responsabili potrebbero aggregarsi intorno al Maie, il Movimento per gli italiani all’estero che già è nel campo della maggioranza, e intorno ai socialisti. «Chi ha maggiori responsabilità - dichiarano in una nota il segretario del Psi Enzo Maraio e il senatore Riccardo Nencini - è chiamato ad esercitarle fuoriuscendo dalla logica dei duellanti. Noi siamo tra i costruttori». E proprio Nencini è colui che ha consentito a Italia Viva di costituirsi come gruppo autonomo in Senato: per i regolamenti infatti occorre avere a disposizione un simbolo depositato alle elezioni precedenti.  E dunque Iv potrebbe ora essere 'sfrattata' dal Psi ed essere costretta a trovare riparo al Misto.

Intanto, il governo Conte II va avanti con la sua agenda: il terzo Consiglio dei ministri della settimana è chiamato ad approvare la relazione sullo scostamento di bilancio e che la prossima settimana dovrebbe incassare il via libera delle Camere. Passaggio necessario per mettere in campo il nuovo decreto legge Ristori: circa 30 miliardi per dare ossigeno a imprese e famiglie strozzate dalla pandemia.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X