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Un patentino di vaccinazione per chi riceve la dose: così "più libertà di movimento"

Vaccinazione

Chi si vaccina al Covid potrebbe avere una specie di "patentino". A dirlo, in un’intervista pubblicata oggi da La Stampa, Massimo Antonelli, primario della Terapia intensiva del Gemelli di Roma, professore ordinario all’Università Cattolica. Secondo il professore, che è anche membro del Comitato tecnico scientifico, "ci si pensa per il futuro perchè un vaccinato, rispettando tutte le regole di prudenza, potrebbe avere maggiore libertà di movimento".

Antonelli non pensa "in linea teorica" che dopo i nuovi contratti con Pfizer e Moderna ci saranno dei problemi nell’arrivo dei vaccini, ma avverte che «le varie forniture sono sfalsate nel tempo», per cui "entro l’anno potremmo farcela, senza pensare di coprire subito tutti".

I 'colori' delle regioni sono decisi da parametri scientifici spesso contestati dai governatori. I parametri attuali sono sufficienti per decidere le misure? "Le misure di dicembre qualche risultato lo hanno dato, ora bisogna attendere gli esiti di quelle per le festività - spiega il professore - per il momento si osserva un peggioramento della situazione epidemiologica e un leggero impatto sui servizi assistenziali. La pandemia è ancora in una fase delicata e come dimostrano gli altri Paesi è possibile un aumento dei contagi per cui sono utili parametri e misure più rigorosi".

In quanto alla riapertura delle scuole, per cui le regioni sembrano andare in ordine sparso, la sua opinione è che "il quadro attuale lo rende problematico. La scuola è un luogo sicuro e fondamentale per i giovani, ma è il contorno che preoccupa - aggiunge - una delle ipotesi è rimandarne l’apertura a fine mese, soprattutto nel caso delle superiori osservando la curva epidemica".

Nell’intervista Antonelli spiega come sia importante evitare a tutti i costi la cosiddetta terza ondata che metterebbe a dura prova la resistenza del nostro sistema sanitario. "Nel mio reparto, che si trova in una regione come il Lazio poco sotto la soglia critica, fino a poche settimane fa c'erano 75 pazienti Covid - racconta - mentre ora sono 50, ma non riesco a diminuirli: uno ne dimetto e uno ne ricovero. Anche a livello nazionale non c'è una situazione critica, ma i reparti sono stabilmente pieni al 30 per cento. Non possiamo permetterci il rischio che la terza ondata parta da un livello più alto della seconda, perchè comporterebbe rischi maggiori per la tenuta degli ospedali", aggiunge.

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