Sabato, 27 Novembre 2021
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Conte alla vigilia della Fase 2: "Ordinanze regionali impugnate solo in casi estremi"

«Entriamo nella «fase due» dell’emergenza. Questo non casualmente, ma grazie al poderoso sforzo collettivo che abbiamo fatto tutti insieme e che ci ha permesso di ricondurre a un livello accettabile la soglia del contagio. Questa nuova fase ci è costata enormi sacrifici ed è per questo che non può essere intesa come un "liberi tutti"». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, in una intervista al quotidiano La Stampa.

«Dobbiamo continuare a rispettare le regole sul distanziamento fisico - ha dichiarato il premier - Evitiamo gesti di disattenzione o, peggio, un’opera di rimozione collettiva. Il virus continua a circolare tra noi, siamo ancora in piena pandemia. Ho anche anticipato un cronoprogramma di massima, per pianificare una ripresa sicura e sostenibile».

Alla vigilia dell’inizio della Fase 2, il presidente del Consiglio ha detto che «per riavviare il circuito economico di beni e servizi meno necessari occorre che i clienti si sentano sicuri e protetti. Nei giorni scorsi il ministro Speranza ha adottato il provvedimento che definisce le soglie-allarme. E’ uno strumento fondamentale della strategia di contenimento del contagio per la fase 2. Se nei prossimi giorni avremo risultati positivi potremo anche valutare di anticipare alcune riaperture, venendo incontro ad alcune specifiche richieste delle Regioni. Ma una cosa è riaprire sulla base di verifiche agganciate ad accurati parametri che tengano conto dell’andamento epidemiologico, altra cosa è farlo in base a iniziative estemporanee».

«Le divergenze di vedute sono fisiologiche, ma come ha ripetuto più volte il Presidente Mattarella, in questa fase particolarmente critica, dobbiamo mantenere saldo il principio di coordinamento delle iniziative e lo spirito di leale collaborazione tra le varie istituzioni dello Stato. Con le Regioni e gli enti locali il nostro dialogo è costante e, nel complesso, anche fruttuoso». Così Giuseppe Conte, in una intervista al quotidiano La Stampa.

«Stiamo ottenendo questi risultati con lo sforzo di tutti - ha detto il premier - Il nostro obiettivo è quello di essere tutti al servizio di un piano organizzato su presupposti scientifici, che ci garantisca di attraversare la fase 2 in modo ordinato, limitando quanto più possibile ulteriori danni. Quanto all’impugnazione delle ordinanze territoriali, la riserviamo solo ai casi di estrema necessità».

«Si, escludo una patrimoniale. Il nostro debito rimane sostenibile, nel quadro di un risparmio privato molto cospicuo e di una resilienza particolarmente spiccata del nostro intero sistema economico. La maggior parte del debito aggiuntivo che dovremo collocare per fronteggiare la crisi, peraltro, sarà coperta dal programma di acquisti della Bce», ha aggiunto il premier. «Ci stiamo adoperando affinchè i pagamenti per gli interessi - al netto della quota che ci viene retrocessa dalla Banca d’Italia a seguito dei suoi acquisti - risultino alla fine in linea con quelli attuali».

«Sono fortemente convinto che un sistema come il nostro non abbia affatto bisogno di investiture messianiche, né di uomini investiti di pieni poteri». Così il premier Giuseppe Conte in un’intervista su La Stampa in cui ricorda che «entriamo nella 'fase duè dell’emergenza» ma che "non può essere intesa come un 'liberi tuttì». Parla di "maggioranza solida» (stiamo «lavorando bene» con Italia viva, dice); mentre le larghe intese e un possibile governo Draghi sono «chiacchiericcio». Poi, esclude una «patrimoniale», facendo presente che «il nostro debito rimane sostenibile».

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