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GUERRA AL CORONAVIRUS

Una decina di attività consentite, guanti per fare la spesa: cosa cambia col decreto di Conte

coronavirus, Giuseppe Conte, Sicilia, Politica
Il premier Giuseppe Conte

La serrata dell'Italia va avanti. Ma con l'ultimo decreto firmato dal premier Conte qualcosa cambia. Da martedì, infatti, riapriranno i negozi di vestiti per bambini e le cartolibrerie, oltre alle librerie.
Ma complessivamente sono entrate una decina di attività consentite: dall'uso delle aree forestali alla fabbricazione dei computer, dalla cura e manutenzione del paesaggio alle opere idrauliche, fino al commercio all'ingrosso di carta e cartone.

La serrata pressoché totale viene prorogata ancora, dal 14 aprile fino al 3 maggio. Restano tutti i limiti agli spostamenti, la chiusura delle scuole, lo stop alle attività produttive non essenziali. E resta la possibilità per le Regioni di emettere ordinanze ancora più restrittive di quelle dello Stato. Ma arrivano singole deroghe e nuove regole per le attività aperte, con l'obbligo di mascherine per i dipendenti e prodotti per disinfettare le mani vicino alle casse o anche alle tastiere dei bancomat.

RIPARTONO ALCUNE ATTIVITÀ. Dall'uso delle aree forestali, per tagliare i boschi ad esempio, alla fabbricazione dei computer, si allunga di una decina di voci la lista dei codici Ateco, che vanno da un ampliamento delle attività legate all'agricoltura alla ripresa per gli organismi internazionali presenti in Italia, come le sedi delle agenzie delle Nazioni Unite. Aggiunte tra le grandi opere quelle idrauliche. Riparte il commercio all'ingrosso di carta e della cancelleria, per consentire la rifornire le cartolerie di penne, pennarelli, quaderni pronte alla riapertura insieme alle librerie e ai negozi per bambini, una eccezione perché sul resto dell'abbigliamento la serranda resta abbassata.

È CONSENTITO. Tra le novità rispetto ai precedenti provvedimenti, il Dpcm consente di andare in azienda per predisporre le buste paga così come autorizza "previa comunicazione al prefetto, la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino nonché la ricezione in magazzino di beni e forniture".

Resta possibile anche svolgere attività motoria da svolgere "individualmente" e "in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona".

IN AZIENDA POSSIBILE SMALTIRE LE SCORTE. Per le attività che restano sospese sarà comunque possibile entrare in azienda per vigilanza o manutenzione, per la gestione dei pagamenti (a partire dalle buste paga) e per la sanificazione. Si potranno anche spedire e ricevere merci, tutto previa comunicazione al Prefetto. Le fabbriche e le attività aperte devono assicurare "prioritariamente la distribuzione e la consegna di prodotti deperibili e dei generi di prima necessità".
LUNGO-ORARIO AL SUPERMERCATO, GUANTI PER LA SPESA. Il dpcm elenca le misure per gli esercizi commerciali aperti, indicando la necessità di utilizzare guanti usa e getta per fare la spesa e la mascherina in tutte le fasi lavorative dove non si possa mantenere la distanza. Prevista la sanificazione due volte al giorno. In più si prevede che nei piccoli negozi, entro i 40 metri quadri, si entri uno per volta e con la presenza di massimo due operatori. Per scaglionare gli accessi si prevedono anche "ampliamenti delle fasce orarie". Alla cassa si deve trovare l'igienizzante per le mani, anche prima di digitare il Pin del bancomat.

SPOSTAMENTI E SPORT VIETATI. Per altre tre settimane bisognerà rimanere a casa, salvo "comprovate esigenze lavorative", necessità o motivi di salute. Niente eventi, chiusi bar, ristoranti, pub e discoteche. Vietati i trasferimenti da dove ci si trova, vietatissimi gli spostamenti verso le seconde case di vacanza. Parchi e aree gioco restano chiusi, così come è confermato lo stop per tutte le attività sportive, anche gli allenamenti dei professionisti. Rimane consentita l'attività motoria nei pressi di casa, da soli e mantenendo le distanze. Confermata anche la disciplina sui transiti brevi, di massimo 72 ore, per chi deve venire in Italia per lavoro, stretta su chi proviene dall'estero, che dovrà rispettare i 14 giorni di isolamento anche senza sintomi, e lo stop per le navi da crociera.

INGRESSI IN ITALIA. Stretta sugli ingressi in Italia, già stabilita con ordinanza, confermata nel dpcm che proroga le misure di contenimento del coronavirus. Chi rientra avrà l'obbligo di isolamento fiduciario anche in assenza di sintomi. Prevista la possibilità di transiti per lavoro di massimo 5 giorni (72 ore prorogabili di 48). Regole più stringenti, in entrambi i casi, alla partenza dall'estero: bisognerà consegnare una dichiarazione ai vettori che dovranno misurare la temperatura e bloccare il viaggio di chi sia in stato febbrile.

TASK FORCE PER LA FASE 2.  Il nuovo Dpcm stabilisce che la task force per la "fase 2" riferisce costantemente al premier "anche inviando relazioni periodiche" con le sue proposte e può riunirsi anche con il comitato tecnico scientifico. Il presidente "ha la rappresentanza del Comitato e ne coordina e promuove le attività; fissa il calendario dei lavori, l'ordine del giorno e convoca le riunioni del Comitato; cura i rapporti con gli organi istituzionali interessati all'attività del Comitato; cura il coordinamento con il Comitato tecnico scientifico; ha facoltà di promuovere audizioni, anche con l'utilizzo di strumenti telematici, sulle materie di competenza del Comitato; cura la diffusione delle informazioni relative all'attività svolta dal Comitato". In caso di impedimento o assenza può designare un delegato.

Alla task force di alto livello sarà affidata la 'ripartenza' dell'Italia dalla crisi del coronavirus. E' un gruppo di giuristi, economisti ed esperti - con molte donne - incaricato di studiare le ricette per uscire dalla crisi, "modelli più innovativi che tengano conto della qualità della vita", per dirle con le parole del premier Giuseppe Conte. A guidarla sarà il manager bresciano Vittorio Colao.

MISURE REGIONALI. "Si continuano ad applicare le misure di contenimento più restrittive adottate dalle Regioni, anche d'intesa con il Ministro della salute, relativamente a specifiche aree del territorio regionale".

© Riproduzione riservata

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