Martedì, 12 Novembre 2019
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GOVERNO

Pd e M5s attaccano Renzi: "Senza Conte si torna al voto"

governo, Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Matteo Renzi, Sicilia, Politica
Matteo Renzi

Sale nuovamente la tensione nella maggioranza. Matteo Renzi torna a 'picconare', ma Pd e M5s fanno asse e avvertono: se cade questo governo si torna al voto. Il leader di Italia viva va alla carica sulla manovra e chiarisce che il suo partito non sosterrà mai nuove tasse. Non solo.

Renzi, in un’intervista al Messaggero, arriva anche ad ipotizzare un cambio della guardia a palazzo Chigi: «Niente di personale sia chiaro, a me sta a cuore l’Italia non il futuro dell’avvocato Conte», afferma l’ex premier, secondo il quale si potrebbe «andare avanti con o senza Conte». Ma è soprattutto il fronte manovra il vero obiettivo dell’affondo renziano: «Le tasse su zucchero, plastica e auto aziendali» sono «una inspiegabile mazzata alla classe media». Renzi riconosce che, oltre che sull'Iva, «in questa manovra c'è qualche segnale incoraggiante su famiglia, sanità, stipendi», ma avverte: «Ora c'è bisogno di eliminare i tre principali errori rimasti», ovvero le tasse su zucchero, plastica e auto aziendali.

Parole e toni che suscitano la netta e compatta reazione del Pd. Dal Nazareno parte un fuoco di fila contro l’ex segretario, al cui indirizzo viene fatto recapitare un messaggio chiaro: «Il Governo Conte è l’ultimo di questa legislatura. Chi lo indebolisce con fibrillazioni, allusioni, retroscena di palazzo, fa il gioco della destra. Forse sarebbe ora di smetterla», afferma il capo delegazione dem, Dario Franceschini.

«La legge di bilancio blocca la stangata Iva, cancella il superticket, taglia le tasse ai lavoratori, aiuta le imprese che investono. Tutte le scelte, comprese le più contestate, sono state condivise da tutta la maggioranza», scandisce il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, che invita gli alleati a mettere fine «alle polemiche. Lavoriamo insieme per migliorare la manovra».

Senza Giuseppe Conte a Palazzo Chigi non si va avanti. È il warning del Movimento 5 Stelle a Renzi. L’ex segretario del Pd non viene mai nominato esplicitamente, ma la richiesta di fare gioco di squadra e di essere leali, anche se declinata genericamente, appare proprio indirizzata principalmente all’ex presidente del Consiglio che ha spinto per la formazione del secondo governo Conte e che non può continuare a fare, spiegano alcune fonti parlamentari, il ruolo di chi sta anche all’opposizione.

Ed è partito proprio da Luigi di Maio, secondo quanto si apprende in ambienti parlamentari, l’imput della secca risposta del Movimento 5 stelle al leader di Italia viva, affidata a Facebook.

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