Giovedì, 24 Ottobre 2019
M5S

Migranti, Crimi: "Senza redistribuzione in Ue i porti restano chiusi"

migranti, Sicilia, Politica
Vito Crimi

Sulla questione immigrazione «la situazione attuale è esattamente la stessa: il porto resta chiuso fino a che altri Stati si attivano per gestire l'accoglienza». Lo dice in un post sul blog delle Stelle il viceministro all’Interno del M5s Vito Crimi che a proposito della modifica del regolamento di Dublino mette in chiaro: «il 70% di redistribuzioni» dovrà essere la «soglia minima».  «La redistribuzione tra i Paesi europei deve diventare una regola europea automatica e non un criterio applicabile a seconda dei casi», aggiunge Crimi, che commenta: «Questi sono principi cardine della nostra azione politica. E su questo saremo intransigenti». Non solo «questo deve essere il minimo sindacale che ci poniamo come obiettivo» e «siamo soddisfatti che anche il Pd lo abbia compreso».

«Il rispetto per la sofferenza e la tutela delle persone più fragili devono essere un punto fermo, ma non saremo succubi a logiche che per anni hanno visto l'Italia e i suoi cittadini vittime di questo fenomeno» afferma il viceministro. Che avverte: «Di sicuro non ci troverete a urlare in piazza o in tv, a strumentalizzare politicamente un,fenomeno che coinvolge vite umane, a fare show, minacce e dimostrazioni di forza. Affronteremo tutto questo con la serietà che richiede, ma con altrettanta intransigenza, per ottenere il risultato che ci siamo prefissati: che la gestione dei flussi migratori diventi una questione europea e non solo italiana». «Con noi al governo - conclude - nessuna vita umana sarà in pericolo, ma nessuno deve lasciare sola l’Italia».

«Il rispetto per la sofferenza e la tutela delle persone più fragili devono essere un punto fermo, ma non saremo succubi a logiche che per anni hanno visto l'Italia e i suoi cittadini vittime di questo fenomeno» afferma il viceministro. Che avverte: «Di sicuro non ci troverete a urlare in piazza o in tv, a strumentalizzare politicamente un fenomeno che coinvolge vite umane, a fare show, minacce e dimostrazioni di forza. Affronteremo tutto questo con la serietà che richiede, ma con altrettanta intransigenza, per ottenere il risultato che ci siamo prefissati: che la gestione dei flussi migratori diventi una questione europea e non solo italiana». «Con noi al governo - conclude - nessuna vita umana sarà in pericolo, ma nessuno deve lasciare sola l’Italia». (ANSA).

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